Tasse non pagate, guerra ai furbi: ora partono diecimila ingiunzioni

7 Settembre 2023

Le lettere arriveranno entro tre mesi ai teatini che non hanno versato Tari, Imu e altri tributi comunali La società pubblica: «Stiamo tentando di recuperare anche ciò che non è stato fatto in passato»

CHIETI. Ingiunzioni di pagamento e accertamenti esecutivi per incassare ben 10 milioni di euro stanno per partire all’indirizzo di circa 10mila contribuenti teatini che non hanno versato Tari, Imu e gli altri tributi comunali. È la nuova iniziativa di Teateservizi che continua nell’azione di recupero delle poste non pagate e che, nell’arco dei prossimi tre mesi, entro la fine dell’anno in corso, manderà circa 10mila lettere nelle case dei teatini. Per l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara, costretto a dichiarare dissesto, è manna che cade dal cielo. In città non si sono ancora spente le polemiche sui rincari e i ritardi delle bollette – questioni che però non hanno a che fare con Teateservizi che non si occupa né dell’importo delle tariffe né delle spedizioni – che parte la nuova pesante tranche di riscossione.
TARI
«Noi stiamo portando avanti il nostro lavoro e stiamo anche tentando di recuperare quanto non è stato fatto in passato», spiega il liquidatore della società pubblica Luca Di Iorio. La nuova tranche di richieste di pagamento segue all’invio della bollettazione Tari, la tassa dei rifiuti, che l’amministrazione comunale ha deciso di far pagare in tre rate anziché cinque. Una decisione che ha animato la polemica politica oltre che suscitato molti malumori tra i contribuenti. La prima rata è scaduta lo scorso 10 agosto, con il 40 per cento della tariffa totale, la seconda quota si dovrà pagare entro il 30 settembre per un altro 30 per cento e la terza il 7 dicembre per il restate 30 per cento. Il Comune conta di introitare 12.196.312 euro dalle circa 23mila utenze, domestiche e non. Per l’Imu, invece, l’importo che dovrebbe rientrare nelle casse comunali ammonta a circa 14 milioni di euro. A luglio sono partiti 7.750 solleciti di pagamento in relazione alla Tari tesi a recuperare importi non pagati dal 2018 al 2022. Per circa 2mila solleciti, però, Teateservizi non ha ricevuto le cartelline di ricevimento, segno che non tutti i destinatari hanno ricevuto le raccomandate. Teateservizi ha già affrontato il problema con le Poste che si è occupata del servizio di spedizione e che ha richiesto maggiore tempo a disposizione. Al di là dei solleciti, quelli che stanno per partire ora sono ingiunzioni di pagamento e accertamenti esecutivi che non riguardano solo la Tari ma anche l’Imu e gli altri tributi comunali. In questo caso si tratta di richieste di pagamento più cogenti e pressanti di un semplice sollecito. Si tratta di un invio massivo che di per sé viene a costare circa 80mila euro alla società pubblica in liquidazione.
BOLLETTE PIù SALATE
L’amministrazione comunale ha sempre sostenuto che le bollette non avrebbero subito rialzi con il dissesto perché le tariffe erano già tutte al massimo. Ma, sia perché le rate sono state ridotte da cinque a tre e sia perché da quest’anno sono spariti gli aiuti governativi concessi per far fronte all’emergenza Covid, sono in tantissimi a lamentare cospicui aumenti delle bollette Tari. E per i consiglieri comunali d’opposizione l’aumento c’è eccome. E non è dovuto alla normativa del dissesto ma a errori amministrativi commessi. In particolare, i consiglieri d’opposizione dell’intergruppo comunale, Giampiero Riccardo (Chieti viva), Bruno Di Iorio (Lista Di Iorio sindaco), Maurizio Costa (Forza Chieti), Serena Pompilio (Azione politica), Mario De Lio (Udc), parlano di vera e propria stangata causata da «errori e ritardi dell’amministrazione» e chiedono che il Comune rimedi e cambi le tariffe.
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