Tassi in campo, stop ai lavori Slitta la riapertura dello stadio

29 Gennaio 2023

Gli animali sfuggono alla cattura. Bomba: «Filmati con le telecamere a infrarossi, li prenderemo» Bloccata la riqualificazione dell’impianto: «Intanto stiamo riflettendo se mettere l’erba sintetica»

LANCIANO. Temperature gelide, maltempo e mancata cattura dei tassi bloccano i lavori allo stadio Biondi. Inutilizzato dal maggio 2022 e inutilizzabile almeno fino alla prossima primavera, il primo campo di calcio cittadino doveva essere rimesso in sesto entro la fine della anno e invece così non è stato. Il campo ora è verde, ma è solo la prima semina, mentre le erbacce invadono mezzo stadio: il lato dei distinti, della curva nord, i tornelli e gli accessi, alcuni arrugginiti. Ci sono lavori da fare negli spogliatoi e sulle tribune. «Riprenderemo i lavori sul campo appena le temperature saliranno e i tassi saranno spostati», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Bomba che sta anche pensando di anticipare la sistemazione dell’erba sintetica, che è l’obiettivo principale della giunta Paolini. Ma riavere lo stadio al più presto è una necessità visto che con l’Esposito smantellato dall’ex giunta, il Re Di Coppe impraticabile, c’è solo il Di Meco a disposizione delle società cittadine.
STOP AI LAVORI Sono in stand by i lavori avviati nel settembre scorso dalla giunta Paolini per rimettere in sesto lo stadio Biondi. Riconsegnato al Comune in condizioni pessime dalla società Lanciano 1920, il 30 giugno scorso dopo una gestione di 4 anni, lo stadio è oggetto di lavori che dovevano portarne alla riapertura almeno nella seconda parte della stagione 2022/2023. Ma il Biondi è ancora chiuso e non è nelle condizioni migliori. Il campo, che era una distesa incolta di erbacce color paglia e altissime ora è verde, ma non è utilizzabile perché è stata fatta solo la prima semina. Delle porte restano i pali con parte delle reti; calcinacci e crepe nei muri campeggiano ancora sul lato tribune; i tornelli per entrare sono avvolti dalle erbacce che invadono anche gli accessi dalle pensiline rotte e dalle porte arrugginite e la parte nord dello stadio. Condizioni che resteranno tali fino a primavera? «Lo sfalcio dell’erba sarà fatto», riprende Bomba, «mentre i lavori, divisi in due lotti e finanziati con 100mila euro dal Credito sportivo per il manto e gli spogliatoi sono fermi per il maltempo e per i tassi. Fermi in particolare gli interventi sul campo».
TASSI IN CAMPO Ed è una famiglia di tre tassi che si intrufola di notte nello stadio scavando buche nel terreno per cercare cibo a fermare i lavori. «La ditta incaricata dei lavori per il manto speditamente aveva fatto il trattamento con il diserbante per fare seccare le erbacce che lo infestavano, il livellamento del terreno, i drenaggi e pure la prima semina», spiega l’assessore Bomba, «doveva avviare la seconda fase della semina per fare attecchire il nuovo prato ma si è bloccata per la presenza dei tre tassi che scavano il terreno e compromettono i lavori fatti finora. I tassi sono stati individuati dalle telecamere a infrarossi messe dalla polizia provinciale, devono essere spostati, ma non ancora vengono catturati». E con le temperature gelide che li fa muovere meno la cattura è un’impresa. «Questo breve stop ci sta però permettendo di capire se possiamo anticipare la sistemazione dell’erba sintetica che è il nostro obiettivo per poter usare lo stadio di più, e non relegarlo solo alle partite», precisa Bomba.
I CAMPI La carenza di campi rende ancora più importante la riapertura del Biondi che, al suo interno, ha anche un velodromo. Con l’Esposito smantellato per creare l’area eventi nel parco Villa delle rose, il Re Di Coppe impraticabile nonostante i 120mila euro spesi dall’ex giunta per sistemarlo, c’è solo il Di Meco a disposizione delle società: troppo poco per centinaia di tesserati.