Tatuaggi “pericolosi” scoperto lo studio abusivo

10 Maggio 2019

Un 30enne pubblicizza su Facebook la sua attività, ma è senza autorizzazioni Scatta il controllo: il laboratorio allestito in un appartamento alle porte di Chieti

CHIETI. Pubblicizzava su Facebook il suo studio di tatuaggi, mostrando con orgoglio gli ultimi lavori: teschi, scritte, volti. Ma quel laboratorio, ricavato in un appartamento alle porte di Chieti, era totalmente abusivo. È la scoperta fatta dai carabinieri del Nas di Pescara, guidati dal maggiore Domenico Candelli. I militari hanno segnalato il tatuatore “fuorilegge”, un 30enne, all’autorità amministrativa: adesso sarà il sindaco a decidere sulla chiusura dell’attività. Il controllo è scattato dopo un attento monitoraggio dei social network, in collaborazione con i carabinieri della compagnia di Chieti. Ed è emerso che quel giovane, in assenza di qualsiasi parere igienico-sanitario, faceva tatuaggi alla luce del sole pubblicando sulla sua bacheca virtuale decine di foto.
In Abruzzo ci sono una ottantina di laboratori di tatuaggi in attività. Un grande affare che attira gli abusivi. E su questo mondo indagano da anni i gli uomini del Nas. Lo dimostrano anche le recenti chiusure di due laboratori a Pescara e nel Chietino. Ma si tratta di un settore difficile da tenere sotto controllo nonostante esista una delibera della Regione che, nel 2014, ha provato a mettere regole fisse. Con quel documento sono stati introdotti l’obbligo di una qualifica professionale e corsi da 400, 200 o 90 ore a seconda della preparazione: «Le pratiche di tatuaggio e piercing», così dice la delibera, «sono un fenomeno diffuso soprattutto tra gli adolescenti. Se esercitato in modo non corretto, comportano, in quanto interventi modificativi e invasivi sul corpo, l’esposizione dei soggetti che vi si sottopongono a possibili conseguenze dannose sull’integrità psicofisica». Ma l’atto della giunta regionale non è bastato a inquadrare il fenomeno: alcuni Comuni abruzzesi hanno regolamentato le attività di tatuaggi e piercing come affini ai centri di estetista, altri le hanno differenziate. I Nas consigliano di stare alla larga da tatuatori e piercer che si pubblicizzano su Facebook e operano a prezzi stracciati.