Tavoli fuori dai locali, i permessi sono validi

6 Agosto 2022

Confesercenti fa chiarezza: le concessioni già rilasciate restano in vigore anche oltre il 30 settembre 

VASTO. «Resta tutto invariato per le occupazioni di suolo pubblico per il posizionamento di tavoli e sedie. Sono validi i titoli concessori già rilasciati». La Confesercenti mette un punto fermo nella querelle scoppiata all’indomani della lettera partita dal Comune e indirizzata agli operatori commerciali, con la quale si comunicava la scadenza del 30 settembre per le autorizzazioni rilasciate, anche quelle a carattere permanente. A fare chiarezza su un problema molto sentito in città, anche per i risvolti economici, è stato un confronto fra i responsabili dell’associazione di categoria, il sindaco Francesco Menna, l’assessore al commercio Anna Bosco e gli uffici comunali.
«Siamo stati contattati da alcuni operatori per capire meglio cosa stesse succedendo in merito all’utilizzo del suolo esterno per le attività di pubblico esercizio», dicono il presidente provinciale di Confesercenti Chieti, Franco Menna, e il responsabile provinciale turismo, Simone Lembo, «grazie alla disponibilità del sindaco Menna e dell’assessore Bosco, abbiamo avuto modo di confrontarci su alcuni aspetti normativi e procedurali dell’applicazione del canone unico patrimoniale, sia per le occupazioni temporanee che per quelle permanenti. Per quanto riguarda le occupazioni di suolo pubblico per il posizionamento di tavoli e sedie già in essere, in attesa di un periodo di concertazione con i soggetti preposti, tutto rimane invariato. Sono validi i titoli concessori già rilasciati. Altro argomento che seguiremo nei prossimi giorni è quello relativo al rinnovo della convenzione con la Soprintendenza Archeologica che, attraverso regole condivise, prevede procedure, caratteristiche e tempi, per occupare gli spazi pubblici nel centro storico, anche per i dehor. Come associazione di categoria», aggiungono Menna e Lembo, «continuiamo a sostenere che l’impiego degli spazi esterni di un locale ha cambiato decisamente significato negli ultimi due anni di pandemia. È quindi fondamentale conciliare l’interesse di tutela e valorizzazione del patrimonio pubblico e culturale, con quello economico dei pubblici esercizi». (a.b.)
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