Teate dall’antichità ai giorni nostri nel libro di Liberato

5 Aprile 2017

CHIETI. Teate dall’antichità fino ai giorni nostri: è la ricostruzione compiuta con meticolosità nella pagine del libro di Giovanni Liberato “Chieti nella Storia”, edito da Noubs, associazione...

CHIETI. Teate dall’antichità fino ai giorni nostri: è la ricostruzione compiuta con meticolosità nella pagine del libro di Giovanni Liberato “Chieti nella Storia”, edito da Noubs, associazione culturale abruzziAMOci. Attraverso la passione per la ricerca storica, Liberato ricostruisce aneddoti, svela figure e famiglie emblematiche di Chieti, ripercorre le vicende religiose della città. Partendo da una premessa: l’amore per Teate. «Un lavoro durato un anno e mezzo dettato dall’amore per Chieti e per cercare di risvegliare l’orgoglio cittadino» dice l’autore. Un’opera divisa in tre parti, più una dettagliata cronologia: «Una prima dove si ripercorrono le storie cittadine più significative» spiega Liberato, «una seconda dove mostro famiglie e personaggi eccellenti, che hanno operato nel corso del tempo, e una terza in cui ripercorro la storia religiosa della città». Nel libro anche il testo della perdonanza Celestiniana, scritta per San Giustino, del 28 ottobre 1294 «che purtroppo non viene ancora celebrata». E ancora, nell’opera un’attribuzione scientifica frutto di una lavoro di ricerca dello storico, che tratta di una monetizzazione di un obolo con la scritta teatium «attraverso la comparazione con la tavola sacra di Rapino». Non si dimenticano, tra gli altri, «i conti Attonidi, che governarono dal 926 al 1095, scacciati dai Normanni, quando nel 1055 la città passò sotto il controllo del vescovo. Da qui i nostri attuali vescovi-conti», svela l’autore. Ma l’opera si dirige verso una dimensione internazionale, attraverso citazioni di Stendhal e Voltaire e contro la retorica dell’area metropolitana, per arrivare anche a narrare «l’epoca di Chieti Città aperta e l’esperienza della resistenza».(e.r.)