Teateservizi a rischio, Ferrara pronto a nominare il liquidatore

31 Marzo 2022

Oggi nuova assemblea dei soci: il sindaco punta sul commercialista Di Iorio, già revisore di Ricci Piano per ripianare oltre 400mila euro di perdite: «Salvare la società significa salvare il Comune»

CHIETI. «Salvare la Teateservizi significa salvare non soltanto il Comune di Chieti ma tutta la città». Con questo spirito, oggi alle 10, il sindaco Diego Ferrara si presenta a un’altra assemblea dei soci della partecipata che si occupa della riscossione delle tasse, dei parcheggi a pagamento e della gestione del cimitero. Al faccia a faccia con l’amministratore unico Massimo Marchetti, revocato da due mesi, Ferrara è pronto a rilanciare la nomina di un commissario liquidatore per evitare il fallimento. Si tratta di Luca Di Iorio, commercialista teatino già revisore con l’amministrazione Ricci. «Mi auguro che l’assemblea, richiesta dal Comune come socio unico, si tenga nei termini di legge, pacificamente e senza ostilità artificiose», dice Ferrara, «il salvataggio della Teateservizi equivale alla sopravvivenza della città anche se qualcuno fa finta di non accorgersene: non voglio essere ridondante ma si tratta di una decisione patriottica per la città, non è un interesse egoistico». Se la Teateservizi finisse in fallimento, il Comune potrebbe ritrovarsi in dissesto: senza più la società che assicura entrate al Comune, l’amministrazione non potrebbe sostenere il piano di riequilibrio pluriennale (predissesto) e si aprirebbe la strada del default. E poi ci sono i dipendenti della partecipata: 37 quelli a tempo indeterminato e almeno altri 5 quelli precari.
RESA DEI CONTI Dopo due assemblee, finite tra le polemiche con una fumata nera, c’è attesa per la resa dei conti: adesso Ferrara vuole liberarsi in fretta di Marchetti, nominato dall’ex sindaco Umberto Di Primio, e aprire un’altra fase. «Lo spoil system non mi è mai piaciuto», dice il sindaco, «ma, in un anno e mezzo, anziché collaborazione ho riscontrato la volontà di uccidermi: ho riposto troppa fiducia in alcune persone». L’intenzione è affidare la società al liquidatore per ripianare le perdite, 409mila euro, e avviare il rilancio. Una liquidazione a termine, è lo scenario: nei piani dell’amministrazione, c’è la riorganizzazione della Teateservizi. Così dice Ferrara: «Di Iorio ha accettato l’incarico e c’è il margine per risanare e rilanciare la società».
TRA POLITICA E INCHIESTA Ma il sindaco si muove su un percorso a ostacoli: oltre ai rilievi della Corte dei conti tra «carenza della fase di riscossione» e bilanci mai approvati, la procura indaga sulla Teateservizi e ne ha chiesto il fallimento con un’udienza già fissata per il 14 aprile. «I dati», scrive il pubblico ministero Giuseppe Falasca nell’istanza depositata in tribunale, «esplicano in modo icastico lo stato d’insolvenza della Teateservizi verso il Comune di Chieti, l’impossibilità di proseguire nell’attività d’impresa di tesoreria dell’ente territoriale e attestano la profonda crisi economica che trova riflesso anche nella confusione gestionale il cui sintomo grave è dato dall’omissione del deposito dei bilanci di esercizio per gli anni 2019 e 2020, omissione che a tutt’oggi risulta permanente».
LE PERDITE L’amministrazione Ferrara, con una rinegoziazione delle anticipazioni di liquidità richieste dalla precedente giunta alla Cassa Depositi e Prestiti per coprire altri buchi, ha trovato sulla carta i fondi per il salvataggio della Teateservizi. Una scelta che costerà 418mila euro di interessi in più ma che porterà soldi freschi per ripianare i buchi della Teateservizi: «L’operazione libererà risorse correnti per un importo annuo di 288.502,79 euro per il 2022 e 356.462,77 per il 2023», dice la delibera 251.
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