Teateservizi, c’è l’ipotesi di bancarotta

16 Marzo 2022

L’inchiesta può allargarsi: secondo il consulente tecnico della procura, ci sono le condizioni per contestare il nuovo reato

CHIETI. Si addensano le nubi di un’ipotesi di bancarotta sulla Teateservizi, la società partecipata del Comune di Chieti per la quale la procura ha chiesto il fallimento. A scriverlo chiaramente, nella relazione arrivata sul tavolo del pubblico ministero Giuseppe Falasca, è il consulente tecnico Emma Ioppi, commercialista di Pineto incaricata nell’ambito dell’inchiesta per peculato continuato avviata sull’azienda pubblica che si occupa in città della riscossione delle tasse, della gestione dei parcheggi e dei servizi cimiteriali.
IL DOCUMENTO
Dalla disamina del documento, osserva il pubblico ministero, è emersa «la profonda crisi in cui versa la Teateservizi attestata dal profondo disequilibrio finanziario, patrimoniale ed economico». Tant’è che il consulente tecnico, analizzando gli anni 2017 e 2018, arriva a questa conclusione: «Parrebbe evidente la significatività delle condotte descritte ai sensi degli articoli 2482 ter e 2484 del codice civile, oltre che ai sensi degli articoli 217 e 223 del regio decreto 267 del 1942, fatte salve ulteriori ipotesi di violazione di norme afferenti i rapporti con la Corte dei Conti o regolanti i rapporti con la pubblica amministrazione e il maneggio di denaro pubblico». Gli articoli della legge fallimentare citati nella relazione sono quelli che puniscono la «bancarotta semplice» e i «fatti di bancarotta fraudolenta».
L’UDIENZA DECISIVA
A questo punto, dunque, l’inchiesta condotta dalla guardia di finanza è destinata ad allargarsi. Determinante, per eventuali nuove contestazioni, sarà l’udienza in programma il 14 aprile: il tribunale di Chieti dovrà decidere sull’istanza di fallimento presentata dalla procura perché i dati relativi all’attività della società esplicitano «in modo icastico lo stato d’insolvenza della Teateservizi verso il Comune di Chieti, l’impossibilità di proseguire nell’attività d’impresa di tesoreria dell’ente territoriale e attestano la profonda crisi economica che trova riflesso anche nella confusione gestionale il cui sintomo grave è dato dall’omissione del deposito dei bilanci di esercizio per gli anni 2019 e 2020, omissione che a tutt’oggi risulta permanente».
LE CIFRE
Dall’analisi è venuta fuori «una sensibile eccedenza, quanto ai ricavi iscritti a bilancio: le somme riscosse dai contribuenti non erano riversate nelle casse comunali come previsto dalle determine dell’ente territoriale». In altre parole: Teateservizi ha trattenuto somme accumulando un debito consistente nei confronti del Comune. Secondo la procura, nei bilanci relativi al 2017 e al 2018, sono stati dunque esposti «dati falsi». Per quanto riguarda il 2017, in base alla consulenza tecnica, emerge un risultato d’esercizio negativo pari a -654.150 euro e un patrimonio netto pari a -367.658 euro, «con la totale perdita del capitale sociale», che ammontava a 100.000 euro. Il risultato di esercizio del 2018 evidenzia invece una perdita di -240.208 euro e il patrimonio ammonta -541.855 euro, «tenuto conto del valore negativo accumulato nel 2017», si legge sull’istanza di fallimento.
MESSA IN LIQUIDAZIONE
Nel frattempo Massimo Marchetti, l’amministratore unico della Teateservizi “licenziato” dal sindaco Diego Ferrara, sabato scorso ha avviato la procedura per la messa in liquidazione della società.