Teateservizi, Di Iorio può restare «Voglio il bene dei lavoratori»

È slittata a lunedì prossimo l’assemblea dei soci per decidere sulle dimissioni del liquidatore Ma ora spunta l’ipotesi di un ripensamento: «Pronto a continuare solo se è possibile risanare»
CHIETI. Fiato sospeso ancora per qualche giorno sul futuro di Teateservizi. E anche sulle dimissioni del liquidatore Luca Di Iorio, per cui ci potrebbe essere un ripensamento, visto lo slittamento dell’assemblea di ieri che aveva come unico punto all’ordine del giorno proprio il futuro del liquidatore. L’assemblea dei soci è stata rinviata a quella già fissata per lunedì prossimo. Nel frattempo domani si tiene la seconda riunione del tavolo prefettizio chiesta dai sindacati. In ballo ci sono i servizi gestiti dalla partecipata in liquidazione (la riscossione dei tributi, la gestione dei parcheggi a pagamento e i servizi cimiteriali), il posto di lavoro di oltre 40 dipendenti e il futuro dello stesso Comune di cui Teateservizi fa parte. Domani in prefettura il Comune dovrebbe dire ai sindacati in attesa cosa vorrà fare della partecipata e, probabilmente, Di Iorio agirà di conseguenza.
ASSEMBLEA SLITTATA
L’assemblea che si sarebbe dovuta tenere ieri a mezzogiorno aveva un solo punto all’ordine del giorno: "”Sostituzione del liquidatore dimissionario e fissazione del compenso”. Il suo slittamento fa pensare a un ripensamento sulle dimissioni da parte del commercialista teatino chiamato a guidare la caotica e delicata fase che sta attraversando Teateservizi, su cui pende una richiesta di fallimento avanzata dalla Procura, e di conseguenza l’intero Comune. La decisione di rinviare l’assemblea a lunedì prossimo è stata presa dal socio unico, il Comune, e dal collegio dei revisori dei conti su proposta del liquidatore. Di Iorio ha chiesto a sindaco e organo di revisione se non fosse il caso di attendere la riunione prefettizia di domani prima di deliberare sull’unico punto all’ordine del giorno dell’assemblea di ieri. Il sindaco Diego Ferrara e i revisori si sono detti d’accordo.
DECISIONI DA RIPENSARE
Le dimissioni probabilmente non potranno essere ritirate. Ma se il commercialista teatino decidesse di rimanere alla guida di Teateservizi, l’incarico potrebbe essere riaffidato a lui una seconda volta. «La mia disponibilità a continuare o accettare un nuovo incarico», dice l’interessato, «è valida solo se funzionale alla migliore soluzione della sistemazione dello stato di agitazione proclamato dai lavoratori e dunque se il processo di risanamento può essere utilmente portato avanti, come sapremo venerdì dal prefetto». Insomma: Di Iorio potrebbe restare solo se la sua presenza può favorire il processo di conciliazione avviato dai sindacati davanti al prefetto e se cambia lo scenario a cui si è assistito fino ad ora con una delibera approvata in consiglio comunale il 27 marzo scorso ma rimasta ferma al palo. Senza gli atti conseguenti a quella delibera, il piano di concordato non può andare avanti ed è questo il motivo che ha portato il liquidatore alle dimissioni.
IL PIANO DI CONCORDATO
La delibera salva-Teateservizi approvata in extremis lo scorso 27 marzo, con un pezzo di maggioranza consiliare che non si è presentata in aula e una serie di conseguenze politiche di tenuta interna per la maggioranza Ferrara, prevedeva una serie di adempimenti che gli uffici comunali non ha ancora portato a termine. Senza questi adempimenti – tra cui il nuovo contratto di servizio per la partecipata con il nuovo aggio da corrispondere per la riscossione dei tributi – il piano di concordato non può andare avanti. Di Iorio lo sa bene e per questo si è dimesso dall’incarico.
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