Teateservizi, Ferrara punge chi non vota «Paura e inerzia sono i peccati peggiori»

La maggioranza perde altri due pezzi: dopo il polo civico, anche i consiglieri Di Giovanni e Chiavaroli non si presentano Lunedì la seduta chiave del consiglio comunale per l’approvazione del piano dopo i pareri negativi e i rilievi dei giudici
CHIETI. «Io e la mia amministrazione, o quanto meno la parte di essa che condividerà la mia strategia, siamo pronti e allenati alle sfide più dure e ambiziose perché riteniamo che la paura e l’inerzia siano i peggiori peccati che un politico e un amministratore possano compiere». Si chiude con una sferzata il lungo intervento del sindaco Diego Ferrara dopo le nuove defezioni registrate all’interno della sua maggioranza, a pochi giorni dal voto decisivo sul piano concordatario finalizzato al risanamento della società pubblica Teateservizi. Un affondo nei confronti di quella parte dell’esecutivo e del suo stesso partito che negli ultimi due giorni ha disertato gli incontri chiave per evitare il fallimento della municipalizzata che gestisce la riscossione dei tributi e altri servizi.
Il doppio parere negativo del collegio dei revisori e del segretario generale Celestina Labbadia pesa come un macigno sulle sorti della società in house, al punto che dopo il passo indietro dei tre assessori del polo civico, il vicesindaco Paolo De Cesare, con gli assessori Manuel Pantalone e Tiziana Della Penna (quest’ultima titolare della delega alle Finanze) ieri mattina si sono registrate altre assenze eccellenti: i capigruppo del Pd Filippo Di Giovanni e della lista Ferrara sindaco Alberto Chiavaroli non hanno partecipato né alla conferenza dei capigruppo della mattina né alla commissione del primo pomeriggio con il commissario liquidatore Luca Di Iorio e il segretario generale Labbadia. Un brutto segno per il centrosinistra, dopo l’inchiesta aperta dalla Corte dei conti e alla vigilia del voto in consiglio comunale, convocato questa mattina in prima convocazione e lunedì in seconda. I rappresentanti del polo civico escludono qualsiasi lettura di carattere politico, evidenziando soprattutto ragioni «di natura tecnica e amministrativa». In una nota, firmata anche dai consiglieri delle liste di maggioranza “Chi Ama Chieti” e “Chieti C’è” Silvia Di Pasquale, Vincenzo Ginefra, Valerio Giannini, Gabriella Ianiro, Nunzia Castelli e Damiano Zappone, si dicono «aperti a qualsiasi ragionamento che contemperi, in maniera giuridicamente ed economicamente sostenibile, le esigenze economiche del nostro ente con quelle della partecipata, rispettando i rilievi della Corte dei conti, del collegio dei revisori e del segretario generale» sottolineando, soprattutto, il problema dei dipendenti di Teateservizi che rischiano di perdere il posto. «La recente deliberazione della Corte dei conti dovrebbe aprire una più ampia riflessione in ordine al difficile momento che sta vivendo, ormai da troppi lunghi anni, la partecipata ma soprattutto riguardo alla delicata fase che sta vivendo il nostro ente e che ha avviato da due anni e mezzo, grazie al lavoro della nostra amministrazione, un percorso di risanamento virtuoso certificato dagli obiettivi di bilancio sino ad ora centrati e da un piano di riequilibrio pluriennale che a breve sarà valutato dagli organismi preposti», concludono.
Pur evitando di fare i nomi dei diretti interessati, Ferrara commenta in maniera secca il mancato appoggio di una parte dei suoi: «Ho intascato quella prima fetta di tranquillità derivante dalla certezza di operare secondo la mia coscienza personale, politica ma soprattutto istituzionale per il bene della mia città, del Comune e dei lavoratori di Teateservizi che tanto hanno sofferto, per la precarietà del loro lavoro, in questi anni. Un’altra fetta di serenità la acquisirò al termine del consiglio comunale se la delibera sarà votata e approvata dal più alto numero di consiglieri responsabili. Una più corposa fiducia sarebbe consequenziale ad una eventuale approvazione del piano concordatario da parte dei giudici del tribunale». Poi, la chiosa finale: «Sono ben consapevole che il lavoro duro inizierà proprio in quel benaugurato momento ma io e la mia amministrazione, o quanto meno la parte di essa che condividerà la mia strategia, siamo pronti e allenati alle sfide più dure e ambiziose perché riteniamo che la paura e l'inerzia siano i peggiori peccati che un politico e un amministratore possano compiere».
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