Teateservizi, Ferrara spegne le polemiche

«Le consulenze da 300mila euro? L’esborso è commisurato a quanto prevede la legge fallimentare»
CHIETI. Il giorno dopo l’approvazione in consiglio comunale della delibera su Teateservizi, il sindaco Diego Ferrara può finalmente guardare con maggiore fiducia al futuro della società pubblica che gestisce la riscossione dei tributi, i servizi cimiteriali e i parcheggi a pagamento. La delibera dà mandato al liquidatore, Luca Di Iorio, di procedere con la proposta di concordato – che sospende la procedura di fallimento – avvalendosi di una squadra di consulenti già designata al costo di oltre 300mila euro. Proprio gli incarichi hanno suscitato un certo malumore. Il sindaco tiene comunque a sgombrare il campo da possibili malintesi: «L’esborso non ha nulla a che fare con le casse comunali in sofferenza», dice, «riguarda interamente Teateservizi ed è commisurato a quanto previsto dalla legge fallimentare». Gli avvenimenti che hanno portato Ferrara ad assumersi una serie di responsabilità, senza passare attraverso gli indirizzi del consiglio comunale, che su Teateservizi si è riunito solo giovedì scorso, sono stati riassunti dallo stesso sindaco in sede consiliare che ha spiegato di essere stato costretto ad agire di emergenza in emergenza al solo scopo di evitare il fallimento della società pubblica. Fallimento che potrebbe comportare il dissesto del Comune. Un percorso a ostacoli: dai conti poco chiari, da cui la necessità di affidare alla «società specializza Kpmg», ricorda il sindaco, «l’incarico di elaborare uno studio per individuare i fattori di criticità aziendali e gli strumenti per una riorganizzazione complessiva della partecipata», ai problemi occupazionali, risolti con un accordo rimesso pochi giorni dopo in discussione «perché il precedente amministratore ha ritenuto di dover mettere in liquidazione la società al fine del suo scioglimento, per perdite del capitale sociale». Poi la revoca dell’amministratore unico e la nomina del liquidatore. All’atto della scelta, siamo all’11 marzo, arriva come un fulmine a ciel sereno la notificata dell’istanza di fallimento da parte della Procura della Repubblica, con udienza fissata al 14 aprile e poi rinviata per la trattazione al 28 giugno. C’è stato anche il problema dei revisori dimissionari che il sindaco ha dovuto sostituire. E così, di problema in problema, si arriva all’assemblea dei soci del 7 giugno in cui Ferrara autorizza il liquidatore a procedere con la richiesta di concordato e dà il via libera ai 300mila euro di consulenze. Senza passare attraverso il consiglio comunale, a cui si rivolge due giorni dopo chiedendo di prendere atto di tutti i passaggi. «Per effetto di tale scelta», conclude Ferrara, «la Teateservizi è messa in condizione di difendersi nella procedura fallimentare nell’udienza al 28 giugno, data entro cui sarà necessario presentare domanda di concordato in bianco. L’alternativa, prevista dalla legge, è la dichiarazione di fallimento». (a.i.)
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