Teateservizi, il curatore al lavoro: «Valuto l’esercizio provvisorio»

26 Febbraio 2024

L’avvocato Flacco alle prese con i libri contabili: «Tante le ipotesi, ma la situazione è tutta da studiare» Il polo civico che non votò la delibera di marzo con il piano concordatario lancia accuse al centrodestra

CHIETI. La Teateservizi dopo il fallimento è nelle mani del curatore nominato dai giudici, l’avvocato Guglielmo Flacco, alle prese con lo studio dei libri contabili consegnati dal liquidatore Luca Di Iorio. Al lavoro per trovare una soluzione per i 25 dipendenti della società con i contratti in bilico, l’avvocato non si sbilancia con gli scenari futuri della partecipata. «È ancora tutto da studiare e verificare», dice al Centro, «i libri contabili sono stati consegnati venerdì dal liquidatore, sono aperte tutte le ipotesi. La situazione che si fotografa è sicuramente complessa e le ipotesi in ballo sono tante». L’urgenza è per i 12 dipendenti a cui scade il contratto giovedì. Il Comune, così come i sindacati, spingono per l’esercizio provvisorio, misura che dovrà essere richiesta in tribunale dal curatore. «L’esercizio provvisorio è da valutare», continua Flacco, «è sicuramente una possibilità ma che si può attuare se sono rispettate una serie di condizioni».
Il fallimento della società scuote senza dubbio le forze politiche a Palazzo di città. Il polo civico, capitanato dal vicesindaco Paolo De Cesare, che non votò a marzo la delibera salva Teateservizi (assente anche il consigliere del Pd Filippo Di Giovanni) sferra attacchi al precedente governo di centrodestra. «Le responsabilità stanno tutte nella mala gestione della società dei nostri predecessori», dichiara la consigliera Silvia Di Pasquale, «la situazione era evidente da marzo scorso: si era coscienti che la Corte dei conti ci avesse messo davanti all’impossibilità di salvare la partecipata per tutto quello che il giudice ha poi rilevato nella sentenza. Noi civici abbiamo consigliato alla maggioranza una strada più tecnica che nell’estremo tentativo ha poi intrapreso un’ultima chances da giocare». In attesa dei prossimi passi del curatore fallimentare, la politica lavora al piano B.
«Il servizio finanziario, insieme all’assessore, sta concordando le misure da intraprendere, ma per arrivare a una soluzione bisogna sentire anche il tribunale», continua Di Pasquale, «speriamo in un esercizio provvisorio per un affidamento nelle more di una gara. Non ci aspettavamo che il tribunale si esprimesse a pochi giorni dalle elezioni regionali, soprattutto per non disorientare i lavoratori che potrebbero aver capito che non c’è stato interesse a salvare il loro posto di lavoro, anzi si è fatto davvero di tutto». Sulla stessa linea anche il consigliere Vincenzo Ginefra: «La nostra non è una posizione discontinua da quella del sindaco o dal resto della maggioranza», dice, «stiamo lavorando al piano B e speriamo che l’attivazione ci possa essere nel più breve tempo possibile. La città deve sapere che la società è fallita per il malgoverno di centrodestra».