Teateservizi, il futuro a rischio Ferrara pronto a coprire i debiti

Conto alla rovescia per l’assemblea dei soci: il sindaco potrebbe svelare il piano di salvataggio Con la rinegoziazione di due mutui, trovate le risorse per ripianare i 400mila euro di perdite
CHIETI. Mancano 4 giorni all’assemblea dei soci della Teateservizi, la partecipata al 100% del Comune che si occupa della riscossione delle tasse. Incassare i tributi, è questo il compito della partecipata. Ma è un compito che, secondo la Corte dei conti, il collegio dei revisori e le accuse della politica, la Teateservizi non riesce a svolgere: «I fattori di squilibrio», dice l’ultima relazione della magistratura contabile sulle finanze disastrate del Comune, «sono riconducibili principalmente alla carenza della fase di riscossione». Per questo, il sindaco Diego Ferrara ha revocato l’incarico all’amministratore unico Massimo Marchetti che, uscendo di scena, ha avviato l’iter per la liquidazione della società pubblica a fronte di oltre 400mila euro di perdite. Ma nel frattempo, sulla riorganizzazione del vertice della partecipata, è piombata anche la richiesta di fallimento della procura che indaga sui movimenti di denaro della Teateservizi.
È un momento decisivo per il futuro della partecipata con i suoi 37 dipendenti e anche per il Comune, avviato verso il predissesto a causa di un disavanzo di 78 milioni di euro: il piano di riequilibrio pluriennale varato da Ferrara è ancora sotto l’esame del ministero dell’Interno e della Corte dei conti. E mentre si passa al setaccio la manovra, l’amministrazione è chiamata a decidere se ripianare anche le perdite della Teateservizi: una spesa fuori programma. Per sostenerla, il sindaco e i suoi assessori hanno dato il via alla rinegoziazione di due anticipazioni di liquidità con la Cassa Depositi e Prestiti: una scelta che costerà 418mila euro di interessi in più ma che porterà soldi freschi per ripianare i buchi della Teateservizi: «L’operazione libererà risorse correnti per un importo annuo di 288.502,79 euro per il 2022 e 356.462,77 per il 2023», dice la delibera 251. Con questi fondi in mano, giovedì prossimo, Ferrara potrebbe presentarsi all’assemblea dei soci della Teateservizi con un annuncio: l’intenzione di coprire le perdite. In questo modo, il sindaco potrebbe fermare sia la liquidazione richiesta dall’amministratore unico uscente sia l’ipotesi di fallimento sollevata dal pm Giuseppe Falasca. Ma se il piano di salvataggio non andasse in porto, potrebbe saltare anche il predissesto: il Comune potrebbe ritrovarsi in dissesto.
«Stiamo valutando come approcciarci all’assemblea in qualità di socio unico», queste le ultime parole del sindaco, «è un impegno che abbiamo assunto dall’inizio del nostro mandato e che vogliamo onorare: non consentiremo a nessuno di giocare con il futuro della società e con la vita di tutti i lavoratori che ne fanno parte e delle loro famiglie. Il Comune sta dalla loro parte. La nostra priorità è salvare la continuità delle attività di Teateservizi: la riscossione dei tributi, i proventi dei parcheggi e la continuità dei servizi cimiteriali».

