Teateservizi, il liquidatore resta: accordo raggiunto con il Comune

Il sindaco al termine dell’assemblea: «Sono soddisfatto, Di Iorio ha operato bene e ha risanato i conti» Gli aumenti dei costi slittano almeno per un semestre: in assenza del bilancio non ci sono le coperture
CHIETI. Il liquidatore di Teateservizi Luca Di Iorio resta al suo posto e sarà lui a traghettare la partecipata verso il risanamento e la ristrutturazione del debito. La decisione è arrivata ieri mattina nel corso dell’assemblea dei soci, al termine di un ennesimo faccia a faccia con il socio unico durato circa un’ora. A ufficializzare l’intesa e a snocciolare i termini del nuovo contratto quinquennale di servizio (da firmare nei prossimi giorni e relativo alla sola riscossione dei tributi municipali), è il sindaco Diego Ferrara all’uscita dagli uffici di piazza Carafa: «Sono contentissimo, ho chiesto a Di Iorio che continuasse il suo lavoro sia di liquidatore sia di estensore del piano concordatario e lui non si è tirato indietro».
Il prossimo passaggio è di natura prettamente burocratica e riguarda il nuovo atto di nomina del liquidatore da parte di Ferrara, visto che le dimissioni formalizzate da Di Iorio il 15 maggio scorso sono ormai diventate irrevocabili. «Siamo in una fase cruciale, serve una bussola per andare avanti e tutto ciò che è stato messo in campo durante la sua gestione ha dato risultati importanti per la società e per il Comune», ha aggiunto il primo cittadino, ricordando come la municipalizzata abbia chiuso il bilancio 2022 in positivo dopo anni di perdite economiche accumulate e una richiesta di fallimento tuttora pendente avanzata dalla Procura.
L’avvio del piano di risanamento di Teateservizi e il conseguente processo di riorganizzazione della società si poggiano su un compromesso tra il Comune e il liquidatore. I termini dell’accordo sono stati discussi nel corso dell’assemblea di ieri mattina, alla quale hanno partecipato oltre a Ferrara e a Di Iorio anche l’assessore alle Partecipate Enrico Raimondi e i componenti del collegio sindacale. In sostanza l’aumento dal 2 al 3,4 per cento degli aggi (ossia del costo del servizio di riscossione dei tributi municipali Imu e Tari) chiesto da Di Iorio e messo nero su bianco nella delibera contenente le linee guida per il salvataggio della partecipata, approvata in consiglio comunale il 27 marzo scorso senza i voti di una parte della maggioranza, sarà rimandato di un semestre «almeno fino alla fine di dicembre 2023», ha rivelato il sindaco. Il Comune, infatti, ormai avviato sulla strada del dissesto, non può garantire le coperture economiche. «Non siamo più noi a dover approvare il bilancio di previsione», argomenta Ferrara, «ma il documento previsionale stabilizzato deve avere l’avallo del ministero: noi invieremo una bozza e il ministero ha 60 giorni di tempo per risponderci. Questo vuol dire che prima di settembre non possiamo prendere decisioni».
L’accordo con Di Iorio prevede di gestire con il contratto vigente la riscossione degli acconti di Imu e Tari, mentre il saldo, nel secondo semestre, con gli aggi maggiorati al 3,4 per cento. Resta da chiarire come potrà essere ammortizzato questo minore ricavo della società, nelle more di un’integrazione del piano di concordato. «Le tasse non subiranno aumenti», ha evidenziato ancora Ferrara, «se non quelli derivanti dal dissesto stesso: ci sarà una rimodulazione delle tariffe da parte dei commissari, ma sarà poco avvertita dai cittadini visto che già con il predissesto le aliquote erano schizzate quasi al massimo».
«La nostra amministrazione», è il commento finale di Ferrara, «è sempre stata ideologicamente vicina ai lavoratori e ai sindacati che li rappresentano, lo dicevo anche sul palco durante i comizi elettorali. Tuttavia l’obiettivo non è solo la tutela dei lavoratori, ma anche far funzionare bene Teateservizi. Oggi abbiamo una percentuale elevata di mancati incassi, ma ricordo che solo se una città incassa correttamente i suoi tributi è in grado di offrire servizi adeguati ai cittadini. Abbiamo infine obblighi precisi nei confronti dei creditori di Teateservizi, che devono essere ristorati del loro dovuto».
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