Teateservizi, il pm chiede il fallimento

La procura: «L’azienda è in profonda crisi economica, dati falsi nei bilanci». Il 14 aprile il tribunale si pronuncerà sull’istanza
CHIETI. «La Teateservizi va dichiarata fallita al più presto al fine di evitare l’aggravio della sua situazione finanziaria, patrimoniale ed economica, i cui effetti riverberano su interessi pubblici afferenti la contabilità del Comune di Chieti». Lo scrive il sostituto procuratore Giuseppe Falasca nell’istanza depositata in tribunale dopo aver analizzato la relazione del consulente tecnico Emma Ioppi, svolta nell’ambito dell’inchiesta sulla società partecipata del Comune che si occupa – attualmente – della riscossione delle tasse, della gestione dei parcheggi e dei servizi cimiteriali. Una decisione sulla richiesta di fallimento arriverà nell’udienza in programma il 14 aprile.
LA RELAZIONE TECNICA
«Dalla disamina della relazione del consulente tecnico», osserva il pubblico ministero, «è emersa la profonda crisi in cui versa la Teateservizi attestata dal profondo disequilibrio finanziario, patrimoniale ed economico. L’analisi del biennio 2016-2017 ha infatti evidenziato come l’impresa abbia perso del tutto la capacità di perseguire i fini istituzionali conseguendo cospicue perdite patrimoniali e sconfinando anche in un disordine gestionale, tale da non consentirle il deposito dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2019 e 2020».
«SOMME NON VERSATE»
La procura ha ricostruito gli incassi della Teateservizi per la gestione delle entrate tributarie ed extratributarie, per la riscossione dei corrispettivi degli utenti per il servizio acquedottistico e delle mense scolastiche, del servizio di scuolabus e per la gestione della piscina comunale. Dall’analisi è emersa «una sensibile eccedenza, quanto ai ricavi iscritti a bilancio: le somme riscosse dai contribuenti non erano riversate nelle casse comunali come previsto dalle determine dell’ente territoriale». In altre parole: Teateservizi ha trattenuto somme accumulando un debito consistente nei confronti del Comune. Secondo la procura, nei bilanci relativi al 2017 e al 2018, sono stati dunque esposti «dati falsi».
I NUMERI
Per quanto riguarda il 2017, in base alla consulenza tecnica, emerge un risultato d’esercizio negativo pari a -654.150 euro e un patrimonio netto pari a -367.658 euro, «con la totale perdita del capitale sociale», che ammontava a 100.000 euro. Il risultato di esercizio del 2018 evidenzia invece una perdita di -240.208 euro e il patrimonio ammonta -541.855 euro, «tenuto conto del valore negativo accumulato nel 2017».
LE CONCLUSIONI
La conclusione alla quale arriva il pubblico ministero non lascia spazio a interpretazioni: «I dati esplicano in modo icastico lo stato d’insolvenza della Teateservizi verso il Comune di Chieti, l’impossibilità di proseguire nell’attività d’impresa di tesoreria dell’ente territoriale e attestano la profonda crisi economica che trova riflesso anche nella confusione gestionale il cui sintomo grave è dato dall’omissione del deposito dei bilanci di esercizio per gli anni 2019 e 2020, omissione che a tutt’oggi risulta permanente. All’esito della disamina, quindi, si ritiene la sussistenza di tutte le condizioni per chiedere il fallimento della Teateservizi». Il professionista indicato dal sindaco Ferrara per la carica di amministratore unico della società, Pierluigi Balietti, aveva già rinunciato.
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