Teateservizi, il prefetto sollecita Comune e curatore fallimentare

24 Maggio 2024

Della Cioppa chiede notizie sulla riassunzione dei dipendenti rimasti a casa dopo il crac di febbraio Angelucci (Uil): «Lavoratori allo stremo, l’amministrazione non sta rispettando gli impegni presi»

CHIETI. Il prefetto Mario Della Cioppa scrive al Comune e al curatore fallimentare di Teateservizi preoccupato per i lavoratori rimasti a casa da febbraio. Il prefetto invita il curatore, l’avvocato Guglielmo Flacco, e il sindaco Diego Ferrara «a fornire», si legge nella lettera, «dettagliate e aggiornate notizie in merito, rispettivamente, alla proposizione ed eventuale accoglimento della richiesta di esercizio provvisorio e alla predisposizione degli atti propedeutici alla procedura di affidamento diretto del servizio tributi ad altra società, con assorbimento del personale della Teateservizi srl come da impegni assunti dal comune di Chieti e verbalizzati in sede di riunione lo scorso 13 marzo».
Della Cioppa incalza curatore e sindaco: «Attesa la funzione di coesione sociale fisiologicamente connessa all'istituto prefettizio», si legge, «e valutato il rischio delle possibili ricadute sociali che potrebbero scaturire dal protrarsi della situazione di incertezza nella quale versano attualmente i lavoratori, lo scrivente ritiene opportuno acquisire dai soggetti direttamente interessati ulteriori elementi di notizie, al fine di determinarsi in merito a eventuali iniziative di competenza». La lettera è stata inviata martedì scorso al Comune, al curatore e ai sindacati. Erano stati loro – con una lettera a firma di Giuseppe Rucci per la Cgil Fp, Simone Di Lanzo per la Cisl Fp, Marco Angelucci per la Uil Fpl, Smeraldo Ricciuti per la Confsal Funzioni locali, Ernesto Magnifico per la Uiltucs e Francesca Piscione per la Felsa Cisl – a chiedere con urgenza un intervento prefettizio.
«Oramai i lavoratori sono allo stremo», dice Angelucci, «mesi con il contratto bloccato senza percepire nulla. Un nuovo passaggio c’è stato: le dimissioni di una dipendente e la sua riassunzione come interinale all’interno del Comune in dissesto, nel settore dei servizi cimiteriali. Tutto questo è accaduto all’oscuro degli altri dipendenti e senza una preventiva comunicazione ai sindacati o comunque una pubblica selezione. E inoltre l’Osl affida all’Agenzia delle entrate parte della riscossione e alcuni pezzi della maggioranza insistono sull’affidamento ad Ader di tutto il servizio di riscossione. Quindi, tutto quello dichiarato, anche davanti al prefetto, dalla politica sta quindi per essere smentito dalle azioni che stanno per mettere in campo? E i lavoratori? La Uil Fpl resta ferma con la sua proposta della reinternalizzazione del servizio e del personale».
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