Teateservizi, lite all’assemblea Ferrara: «No alla liquidazione»

All’ultimo giorno di mandato, l’amministratore revocato paventa la chiusura della partecipata Il sindaco sbotta: contestiamo qualsiasi atto fuori tempo, riunione convocata senza condivisione
CHIETI. Oggi alle 12, l’orario di scadenza del bando, si saprà quanti sono i manager in corsa per guidare la Teateservizi, la società comunale della riscossione delle tasse. Queste sono le ultime ore per candidarsi all’incarico di amministratore unico e raccogliere l’eredità di Massimo Marchetti, il capo revocato dall’amministrazione Ferrara per «giusta causa». In palio c’è un incarico triennale da circa 30mila euro l’anno. Il bando non indica requisiti su laurea e professione svolta: si parla di «adeguata competenza tecnico-professionale rispetto al ruolo da svolgere». A scegliere poi sarà il sindaco Diego Ferrara «a suo insindacabile giudizio con provvedimento motivato sulla base della competenza e della esperienza». Di certo, finora, tutti i precedenti vertici della Teateservizi hanno fallito l’obiettivo di risanare le casse comunali: a dirlo è anche l’ultima relazione della Corte dei conti sul Comune avviato al predissesto a fronte di un buco da 78 milioni: «I fattori di squilibrio», recita il documento firmato dal presidente Stefano Siragusa, «sono riconducibili principalmente alla carenza della fase di riscossione».
Con questa premessa, ieri, è andato scena l’ultimo faccia a faccia tra Ferrara e Marchetti: l’assemblea dei soci, convocata dall’amministratore uscente l’ultimo giorno prima dell’addio, è stata uno scontro. Durante la riunione «è stata paventata la messa in liquidazione della società». Ferrara si è opposto e, al termine della seduta, ha riunito la giunta «per assumere conseguenti decisioni».
«Contestiamo qualsiasi decisione frutto di iniziative dell’amministratore revocato», dice il sindaco, «il nostro intento ora è verificare quali sono le strade migliori per salvaguardare l’amministrazione e i cittadini, considerando la complessità della situazione attuale e lo faremo coinvolgendo chi di competenza. Ci appare strano che un amministratore di società, che solo due settimane fa ha sottoscritto un contratto di prossimità per garantire l’occupazione per i prossimi due anni, oggi assuma iniziative unilaterali in contraddizione con quell’impegno. Consideriamo pure che tale decisione arriva il giorno prima della fine del suo mandato e alla vigilia della scadenza del bando emanato dall’amministrazione, proprio per rinnovare il management e provvedere al rilancio della società». Ferrara annuncia: «La nostra volontà da ottobre a oggi non è cambiata: vogliamo tutelare il ruolo di Teateservizi, dei cittadini e dell’amministrazione. Il futuro di Teateservizi non può essere scritto nel verbale di un’assemblea fissata strumentalmente l’ultimo giorno di carica di un amministratore unico uscente, senza un minimo di condivisione, né amministrativa, né politica con chi ha in mente soluzioni e provvedimenti diversi ed è preposto per legge a prendere decisioni in merito».

