Teateservizi, oggi l’ultimo passo prima del piano di salvataggio

Stamattina si chiude la possibilità di costituirsi per l’udienza d’omologa attesa per il 23 gennaio L’assessore Cassarino: «Vogliamo andare incontro il più possibile alle necessità della municipalizzata»
CHIETI. Si chiude con la giornata di oggi la possibilità di costituirsi nell’udienza che certifica in maniera definitiva il salvataggio o il fallimento della società comunale Teateservizi. L’udienza per omologare il concordato presentato dalla partecipata del Comune che gestisce tributi e parcheggi a pagamento è fissata per il 23 gennaio. Ma dieci giorni prima dell’udienza, vale a dire oggi, scade la possibilità di costituirsi. E intanto, in vista dell’udienza, il Comune scrive a Teateservizi e, per essa, al commissario giudiziale ribadendo la volontà di salvare la partecipata.
CHI SI COSTITUISCE Da Teateservizi fanno sapere che la società si costituisce entro i termini (se non lo facesse decadrebbe tutto il procedimento) mentre per il Comune l’assessore Massimo Cassarino ha annunciato che non ci sarà costituzione. Il che significa che il Comune non ha nulla da obiettare, né da precisare in sede di omologa sul piano di salvataggio della sua partecipata. Chi ha da obiettare qualcosa, invece, deve costituirsi necessariamente entro oggi. Potrebbe essere il caso, dunque, della Procura, che di Teateservizi ha chiesto il fallimento, e dei creditori contrari al concordato. L’udienza del 23 gennaio è l’ultimo passo prima del rilancio – nel caso il piano di concordato sia omologato – o del fallimento della tormentata società pubblica, guidata dall’aprile del 2022 dal liquidatore Luca Di Iorio. A dicembre il tribunale ha dato il via libera al concordato, fissando l’udienza di omologa: chi vuole partecipare per dire la propria – pro o contro il concordato – deve farlo attraverso la costituzione in giudizio. I giudici decideranno al termine dell’udienza sentite tutte le parti scese in campo.
LA LETTERA Tre giorni fa l’assessore Cassarino, di concerto con il sindaco Diego Ferrara, il dirigente alle finanze Franco Rispoli e la segretaria Celestina Labbadia ha inviato una lettera a Teateservizi confermando l’intenzione di voler salvare la partecipata, nonostante gli stretti e rigidi paletti imposti dal dissesto. La lettera è stata inviata al liquidatore per essere trasmessa al commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi proprio in vista dell’ultimo decisivo step dell’udienza di omologa. «Nella nota», spiega Cassarino, «richiamiamo ovviamente il Dup (Documento unico di programmazione) e la dichiarazione di dissesto del Comune cercando di andare incontro il più possibile alle necessità di Teateservizi».
IL PIANO DI SALVATAGGIO Il piano di salvataggio passa per diversi punti. A partire dall’immobile da conferire a Teateservizi per la ricapitalizzazione della società, «per cui si è già dato il via libera alla stima dell’immobile che potremmo conferire alla società», dice l’assessore, «l’immobile in questione non è nella gestione dell’Organismo straordinario di liquidazione, ciò nonostante si deve trovare la strada a norma di legge per poter soddisfare le richiese del piano di risanamento della società pubblica. Ci stiamo lavorando, la volontà c’è comunque tutta». Per quanto riguarda invece la richiesta di comodato d’uso gratuito della sede di piazza Carafa, «abbiamo chiarito nella nota che, essendo il Comune in dissesto, non possiamo soddisfare la richiesta, ma si cercherà comunque di andare incontro alle necessità della partecipata applicando un canone il più basso possibile». E poi c’è la richiesta di aumento di aggio, cioè il costo del servizio di riscossione, per la quale già all’epoca del Dup è stata trovata la strada dell’accantonamento dei fondi per andare incontro alla richiesta in futuro. «La situazione è complessa», conclude l’assessore, «ma noi siamo fiduciosi soprattutto alla luce della maggiore capacità di riscossione che la gestione commissariale ha già dimostrato di poter fare».
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