Teateservizi, ora è scontro tra il Comune e il curatore

3 Giugno 2024

L’avvocato Flacco scrive al municipio: così non è possibile l’esercizio provvisorio Resta in sospeso il ritorno al lavoro dei dipendenti della società fallita a febbraio

CHIETI. Il curatore fallimentare Guglielmo Flacco torna a incalzare il Comune. Il Comune si prepara a rispondere per le rime. Teateservizi, la società partecipata dall’amministrazione comunale dichiarata fallita a febbraio, continua a far discutere e a generare polemiche e contrasti, non solo politici. Quello tra il municipio e l’avvocato si presenta più che altro come uno scontro tecnico.
Flacco infatti è tornato a sollecitare l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara, con una lettera protocollata quattro giorni fa, nella quale lamenta che «il Comune non è ancora riuscito a sanare il contenzioso con l’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) cosicché l’esercizio provvisorio, ove mai possibile, non può essere oggetto neppure di valutazione da parte del curatore fallimentare, come emerso anche innanzi al giudice delegato il 9 maggio scorso, il quale ha condiviso le problematiche prospettate dallo scrivente curatore».
Flacco ricorda poi che una settimana fa «ha inviato una nota pec al Comune per conoscere lo stato dell’interlocuzione con l’Agcm e, dopo di essa, l’ente locale ha inviato, lo scorso 29 maggio, una propria pec all’Agcm chiedendo se intendesse rinunciare al contenzioso pendente». In pratica, il contenzioso che riguarda i vizi formali presenti nel contratto stipulato dal Comune con Teateservizi prima del fallimento, sulla cui validità l’Agcm solleva dubbi. Dubbi che il Comune al momento vorrebbe veder cancellati limando alcuni punti, spingendo così l’Autorità a ritirare il ricorso avanzato al Tar. Secondo Flacco, è al Comune che spetta giocare il grosso della partita per arrivare, tra l’altro, a garantire un futuro ai dipendenti al momento senza lavoro, senza stipendio e senza indennità di disoccupazione.
Di tutt’altro avviso sarebbe il Comune, secondo cui la richiesta dell’esercizio provvisorio, che tra le altre cose riporterebbe appunto i dipendenti al lavoro, è scelta esclusiva del curatore fallimentare, che deve decidere in autonomia se avanzare o meno la richiesta al giudice. Spetterebbe quindi a Flacco prendere decisioni in merito.(a.rap.)
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