Teateservizi, piano del Comune per scongiurare il fallimento

31 Maggio 2022

C’è la delibera di giunta che dovrà essere discussa in consiglio, sono 40 i posti di lavoro da salvare Due le strade del liquidatore Di Iorio per evitare il crac: concordato o accordo di ristrutturazione

CHIETI. Parte il piano per evitare il fallimento della società pubblica Teateservizi. Ad avviarlo è la delibera di giunta numero 290 del 27 maggio scorso che arriverà in consiglio comunale per l’ok dell’assise civica. La delibera dà indirizzo al liquidatore Luca Di Iorio perché faccia quanto previsto dalla legge per evitare il fallimento, che metterebbe a rischio sia la continuità dei servizi svolti (riscossione tributi, gestione parcheggi e cimitero) sia la quarantina di posti di lavoro. Due sono le strade proposte al liquidatore per scongiurare il fallimento: la prima è il concordato - strumento giudiziale di risoluzione di una crisi aziendale che si attua mediante la realizzazione di accordi con i creditori perfezionati sotto la protezione del tribunale – la seconda è l’accordo di ristrutturazione, una procedura molto simile che si attua senza la mediazione di un giudice fallimentare. Sarà dunque il consiglio comunale a chiedere al liquidatore di valutare le due strade per decidere quale possa fare al caso di Teateservizi. Per quanto riguarda il concordato, però, non si tratta di un normale concordato preventivo, ma di una sorta di concordato “in bianco”, senza, cioè, il piano che si intende seguire per pagare i creditori e continuare a gestire i servizi. Questa particolare procedura di concordato ha dei tempi specifici entro cui preparare e presentare il piano: per evitare il fallimento basta, cioè, che il concordato venga “prenotato” e solo successivamente si dica al tribunale cosa di preciso si vuole fare nell’ambito della procedura concordataria. Il piano per rimettere in sesto la società dovrà essere “omologato”, cioè dovrà avere il benestare del tribunale. La domanda cosiddetta “prenotativa” di concordato, oppure il ricorso all’accordo di ristrutturazione vanno presentati prima dell’udienza del 28 giugno, prima cioè che il tribunale possa dichiarare fallita la società. «Questa delibera segna un fondamentale passaggio tecnico», dice l’assessore agli affari legali Enrico Raimondi, «al fine di tentare seriamente di dare un futuro a questa società, attraverso una sua riorganizzazione complessiva. Lo scopo è aumentare la capacità di riscuotere i tributi e l’efficienza degli altri servizi svolti per conto del Comune. Riponiamo grande fiducia nella figura del liquidatore, ottimo professionista, che ci garantisce che farà un lavoro egregio. Nell’ottica di una possibile riorganizzazione, terremo ovviamente in debito conto la necessità di mantenere i livelli occupazionali».
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