Teateservizi, piano parcheggi: c’è uno spiraglio per i lavoratori

Il curatore fallimentare pronto a chiedere l’esercizio provvisorio per la gestione delle strisce blu L’avvocato Flacco: «Così riassumiamo gli impiegati, ma purtroppo non riusciamo a riprenderli tutti»
CHIETI. Si apre un primo spiraglio per i lavoratori della Teateservizi dopo il fallimento della società dichiarato dal tribunale di Chieti lo scorso 21 febbraio. Saranno infatti riassunti gli impiegati, oggi a casa e senza lavoro per via degli uffici in piazza Carafa chiusi. Ma, con molta probabilità, la buona notizia non sarà per tutti e 25 i dipendenti della società. Più nel dettaglio, riguarda solo otto dipendenti impiegati nel controllo dei parcheggi a pagamento in città. «Ci sarà modo di procedere alle riassunzioni», spiega il curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, «ma forse non per tutti purtroppo». Degli otto parcheggiatori, infatti, non tutti riusciranno a tornare al lavoro. La notizia è comunque una luce in fondo al tunnel che si accende dopo quasi due settimane e mezzo dal crac della partecipata.
Quanto ai tempi, prima di procedere alle riassunzioni il curatore dovrà presentarsi in tribunale e chiedere l’esercizio provvisorio. Misura che permetterà di continuare il servizio sino al termine del contratto, cioè il 30 aprile prossimo. Tra pochi giorni, verosimilmente tra domani e mercoledì, il curatore fallimentare Flacco scioglierà la riserva sulla gestione delle strisce blu in città, il settore che frutta alle casse del Comune ben 850mila euro. Una procedura che quindi sbloccherà il tassello dell’esercizio provvisorio che permette ai lavoratori della Teateservizi di tornare al lavoro. «Facendo i conti», continua l’avvocato Flacco, «se il piano stilato dimostra che il settore è redditizio, ci sono tutti i presupposti per proseguire con il servizio sino alla scadenza del contratto e chiedere quindi l’esercizio provvisorio». Da qui la palla passerà in mano al tribunale che dovrà dare il nullaosta al provvedimento. Ma se ciò non si dovesse verificare: ecco il secondo piano.
«Il servizio si dovrà internalizzare», continua Flacco, «sono comunque entrate preziose per le casse in rosso del Comune, ma non so se l’ente è in grado di gestire il servizio da solo». Ma se così fosse, per il Comune diventerebbero due i servizi da gestire: dal primo luglio 2023, infatti, l’ente si occupa direttamente anche di istanze, volture, lampade votive e pagamenti che riguardano il cimitero.
Quanto alla gestione dei tributi, la strada è ancora in salita. «Servirà ancora del tempo perché i documenti sono davvero tanti», spiega Flacco, «dobbiamo considerare anche i problemi con Agcom e Anac che hanno impugnato il contratto, così come riportato dalla sentenza di fallimento». C’è ancora da attendere quindi per i 17 dipendenti che si occupavano della riscossione dei tributi. Mercoledì, alle ore 10, la questione passerà comunque sul tavolo del prefetto Mario Della Cioppa che ha convocato un incontro da remoto con le sigle sindacali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

