Teateservizi, salvezza a un bivio Ferrara: percorso pieno di ostacoli

Il dissesto, già approvato in giunta, mette a rischio anche il risanamento della società di riscossione Ieri il vertice con il prefetto. L’amministrazione rassicura i sindacati: «Tuteleremo i posti di lavoro»
CHIETI. Il dissesto finanziario deliberato in giunta ricade a cascata anche su Teateservizi. La grave crisi finanziaria che ha portato la Corte dei conti a certificare un disavanzo di 78 milioni di euro potrebbe ripercuotersi anche sul futuro della partecipata in liquidazione e su quello degli oltre 40 dipendenti che da mesi invocano garanzie occupazionali. Ieri mattina, nel corso del vertice bis convocato dal prefetto Mario Della Cioppa con i rappresentanti sindacali dei lavoratori, il sindaco Diego Ferrara ha detto senza girarci troppo intorno che «le condizioni nelle quali abbiamo adottato la delibera consiliare che ha approvato il piano di risanamento di Teateservizi sono sensibilmente mutate dopo la pronuncia della Corte dei conti».
«L’intreccio di tre diverse magistrature: quella contabile, quella penale e quella civile ad esercitare le proprie doverose funzioni», ha specificato il primo cittadino, «ha reso molto più irto di ostacoli il nostro percorso, nonostante la voglia di realizzare il programma elettorale e di mandato». Considerato che la normativa sul dissesto obbliga lo Stato a intervenire per ripianare gli squilibri generati a livello decentrato, tutto dipenderà anche dall’organo straordinario di liquidazione che dovrà essere nominato su decreto del presidente della Repubblica e su proposta del ministro dell’Interno per accertare la massa attiva e passiva e separare compiti e competenze della gestione corrente da quella passata, fino all’approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrata. Il prossimo passaggio resta comunque la votazione di dissesto in consiglio comunale. La seduta non è ancora stata calendarizzata, ma l’ipotesi è fissare la prima convocazione venerdì prossimo, in modo da discutere prima la delibera nelle commissioni competenti e durante la riunione dei capigruppo.
Ieri, intanto, durante il vertice in prefettura (presente il capo di gabinetto Martina Iurescia, il segretario generale del Comune Celestina Labbadia, l’assessore alle partecipate Enrico Raimondi, il liquidatore dimissionario Luca Di Iorio e, collegati da remoto, i rappresentanti sindacali Felsa Cisl, Cisl Fp, Confsal funzioni locali, Fp Cgil, Uiltucs e Uil Fpl) Ferrara ha ribadito di essersi trovato «ad affrontare la vertenza di Teateservizi nel momento più difficile della sua recente storia amministrativa» e che «non sono mai mancate la voglia e la competenza per condurre avanti l’azione di risanamento della società, un’azione doverosa per la città e i suoi cittadini, contribuenti e utenti, prima ancora che per i lavoratori, alla sorte dei quali, ovviamente, per l’evidente sensibilità sociale della nostra politica, ci sentiamo particolarmente vicini». L’assessore Raimondi, da parte sua, ha ribadito che, in base agli accordi di secondo livello già firmati, sono state garantite le tutele occupazionali per i lavoratori in somministrazione e a tempo determinato.
Le sorti del liquidatore e gli indirizzi di gestione della municipalizzata, nelle more della variazione del contratto di servizio, saranno al centro di un’altra assemblea dei soci di Teateservizi, in programma lunedì. Nella riunione si proverà a tracciare una nuova strategia di risanamento rispetto alla delibera approvata in consiglio comunale il 27 marzo scorso, alla luce delle mutate condizioni economiche e finanziarie che vedono il Comune imboccare la strada del dissesto. Del resto, anche all’interno della maggioranza sono in tanti a evidenziare la necessità di un cambio di passo, come l’assessore Fabio Stella (in quota M5s) che ha ribadito che «non si può più andare avanti a vista».
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