Teateservizi, scatta il blitz della Finanza

Dopo il carteggio inviato dal liquidatore dimissionario alla Procura, le Fiamme gialle acquisiscono numerosi documenti
CHIETI. Un blitz della guardia di finanza nella sede di Teateservizi fa addensare nuove nubi sul futuro della municipalizzata in liquidazione. Ieri mattina i militari delle fiamme gialle hanno bussato a sorpresa alla porta della società pubblica che gestisce l’accertamento e la riscossione dei tributi per conto del Comune e hanno acquisito una mole di documenti.
IL BLITZ DELLA FINANZA
I controlli negli uffici di piazza Carafa, a Chieti Scalo, sono andati avanti per alcune ore. Sull’operazione al momento c’è il più stretto riserbo, ma dalle notizie rimbalzate nei palazzi comunali pare che il nucleo di polizia tributaria abbia fatto irruzione nella sede societaria per alcune attività ispettive in merito al piano di risanamento, avviate dopo il carteggio inviato dal liquidatore dimissionario Luca Di Iorio alla procura regionale della Corte dei conti, alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti, alla procura della Repubblica di Chieti, al prefetto Mario Della Cioppa, al commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi, al collegio sindacale della Teateservizi, al sindaco Diego Ferrara, al segretario generale Cristina Labbadia, al collegio dei revisori dei conti e, per conoscenza, al presidente del consiglio comunale Luigi Febo e agli assessori alle partecipate, Enrico Raimondi, e ai servizi finanziari, Tiziana Della Penna. Bisognerà attendere la rilettura della montagna di documenti cartacei acquisiti dalla Finanza per capire se emergono illeciti di natura fiscale o violazioni di natura penale e tributaria che possano portare il pubblico ministero a richiedere al giudice di accertare le eventuali responsabilità. Già in passato la Procura aveva chiesto il fallimento della partecipata, ma la procedura è stata poi interrotta con la presentazione del concordato preventivo, la cui domanda è stata dichiarata ammissibile dal Tribunale. Questo, prima delle accuse circostanziate messe nero su bianco dal liquidatore. Di Iorio ha additato al Comune di aver trascurato il risanamento della partecipata, parlando di «inerzia» degli uffici amministrativi dopo il mancato aumento degli aggi, ossia dei costi della riscossione di Imu e Tari, come previsto nella delibera di salvataggio di Teateservizi approvata in consiglio comunale il 27 marzo scorso, paventando il rischio default per non aver modificato il contratto di servizio.
il SINDACO CONTRO DI IORIO
Lo strappo tra l’amministrazione e il liquidatore appare ormai irreversibile. Al punto che il sindaco parla di «atteggiamento irriguardoso nei confronti del socio di maggioranza». «La verità sta sempre nel mezzo», rimarca il primo cittadino, «ma molte volte nessuno vuole fare un passo per capire le ragioni dell’altro. In questo caso, dall’approvazione del piano concordatario sono cambiate tante cose: prima eravamo in predissesto, adesso invece stiamo andando incontro al dissesto e, senza il bilancio di previsione, non possiamo assicurare le coperture per l’aumento degli aggi. Non è vero che stiamo ostacolando il piano concordatario, come sostiene Di Iorio, perché lo abbiamo votato convintamente. Il liquidatore avrebbe potuto avere un atteggiamento più conciliante, invece di vedere nella mia figura e in quella della mia amministrazione un ostacolo. Sono andato tantissime volte da solo all’assemblea di Teateservizi, perché desidero fortemente il salvataggio, come sindaco mi sono assunto la responsabilità di andare avanti, invece lui non ha avuto alcun riguardo istituzionale».
RISCOSSIONE A RISCHIO
Il nuovo contratto quinquennale di servizio per la riscossione, con l’aggio maggiorato, secondo il segretario generale «non trova copertura finanziaria nelle attuali previsioni di bilancio», considerato che «il Comune di Chieti non ha il bilancio di previsione 2023/25 approvato e che si trova in esercizio provvisorio». «La bozza è pronta», sostiene Ferrara, «il governo ha prorogato la scadenza al 31 luglio, ma avevamo assicurato a Di Iorio di approvarlo molto prima. Ci ha mosso accuse inaspettate solo perché abbiamo dei ritardi, ma bisognava solo pazientare per qualche giorno. Mi dispiace perché il 2022 è l’unico anno che Teateservizi ha avuto i bilanci in positivo. Indubbiamente il liquidatore ha lavorato bene, si è dimostrato un top di gamma come professionista».
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