Teateservizi, scontro in Comune «Tutto regolare». «Dimettetevi»

21 Ottobre 2023

Il sindaco risponde all’Anac che ha segnalato inadempienze sulla proroga del contratto alla società: «Procedura legittima, ma manderemo i documenti richiesti». E l’opposizione sferra l’ennesimo attacco

CHIETI. Entro dieci giorni il Comune invierà la «relazione esplicativa» richiesta dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) che ha aperto un procedimento nei confronti dell’ente dopo l’allarme del collegio dei revisori che, appena qualche giorno fa, ha bocciato la strategia adottata dall’amministrazione guidata dal sindaco Diego Ferrara per mantenere in vita la Teateservizi. Nel mirino dell’Anticorruzione c’è la proroga del contratto alla società pubblica chiamata a garantire il servizio per altri cinque anni, fino al 31 dicembre 2028. Mentre l’Anac scrive che con la delibera numero 460 del 29 giugno nella proroga del contratto alla municipalizzata «non risulterebbero i presupposti per l’affidamento in house previsti dalle legge», il Comune corre ai ripari e dice che di aver intrapreso una «procedura legittima».
«PROCEDURA LEGITTIMA» Per il Comune che ha ricevuto l’ennesimo richiamo (dopo quello dei revisori) non risultano, quindi, inadempienze. E l’Anac indaga sui procedimenti messi in atto dagli uffici comunali sulla Teateservizi: con una lettera indirizzata a Ferrara, l’Autorità chiede entro dieci giorni una «relazione esplicativa» dopo alcune irregolarità. Ma il sindaco spiega che non ci sono state: «È una questione più tecnica che politica», sottolinea, «e sulle richieste dell’organismo anticorruzione mi confronterò con la segreteria generale, l’ufficio affari finanziari e l’avvocatura comunale ai quali ho chiesto di inviare i chiarimenti all’Anac al più presto, fornendo sia la documentazione richiesta nella missiva, sia quella dovuta dagli uffici comunali di competenza e non ricevuta». E il Comune mette le mani avanti: «La procedura che come amministrazione abbiamo intrapreso è legittima», riprende Ferrara, «in queste ore stiamo costruendo con gli uffici citati tutti i chiarimenti necessari a supporto, per sciogliere i dubbi posti dai quesiti inoltratici che sono, torno a precisarlo, squisitamente tecnici. A ogni buon conto mi preme sottolineare un fatto che risulta dagli atti prodotti, l’amministrazione finora, si è unicamente limitata a prorogare con delibera il contratto di servizio alla società partecipata, agli stessi patti e condizioni».
L’ATTACCOIl richiamo non è passato inosservato all’opposizione, pronta a sferrare l’ennesimo attacco sulla giunta che da pochi giorni ha perso anche un pezzo della squadra. «È fisiologico l’intervento dell’Anac dopo la segnalazione da parte dei revisori dei conti», dice la consigliera Serena Pompilio (Azione politica), «nulla di nuovo rispetto a quanto già da me espresso più volte in consiglio comunale, essendo la logica conseguenza di un susseguirsi di scelte politiche errate. È grave che l’ente approccerà questa problematica senza un assessore alle partecipate e agli affari legali come è altrettanto grave, a mio avviso, che siano state conferite, sino ad oggi, quelle stesse deleghe da un assessore esterno che ha potuto garantire una disponibilità solo part-time».
L’INVITO ALLE DIMISSIONISi aggiunge agli attacchi anche il consigliere Stefano Maurizio Costa (Forza Chieti), che invita la giunta alle dimissioni. «È palese e innegabile la mediocrità che emerge nella gestione di questa città», attacca Costa, «e l’unico possibile atto di responsabilità diventa quello di dimettersi tutti. Stiamo perdendo la dignità come cittadini di questa città, più antica di Roma, mai scesa così in basso: assessori che si dimettono, uffici lasciati in balia delle onde e una situazione sempre più allarmante di ingovernabilità. È intervenuta la Corte dei conti, c’è il richiamo scritto dell’Anticorruzione. Manca solo la procura della Repubblica ed è più che prevedibile che un suo intervento sia solo questione di tempo. Forse non si rendono del basso livello a cui siamo arrivati. Sono tre anni che grido e invio esposti alle autorità competenti, ma non c’è stato mai il pur dovuto ascolto. Ridate dignità a questa città: dimettetevi».
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