Teateservizi, scontro sul compenso di Barbone

2 Marzo 2018

Denuncia del M5S: raddoppiato lo stipendio base di 35mila euro. Il direttore replica: è tutto in regola, ho più incarichi

CHIETI. Un mini-contratto diventato inaspettatamente maxi. È successo all’incarico da 35mila euro per dirigere Teateservizi che tre mesi dopo la sottoscrizione del contratto è lievitato a più del doppio. Da 35mila euro si è passati infatti a 43.310, più 36.851 di benefit. È quanto sostengono i consiglieri del Movimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo che attaccano il direttore della società pubblica sull’importo del suo stipendio e annunciano che nei prossimi giorni analizzeranno anche le attività svolte dal direttore e interesseranno pure l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone. Ma Barbone non ci sta e ribatte alle accuse.
L’attacco dei 5 Stelle. «Teateservizi», dice il capogruppo Argenio, «nel 2016 ha emanato un avviso pubblico per la nomina del nuovo direttore generale che prevedeva quale compenso annuo lordo onnicomprensivo, la somma di 35.000 euro, probabilmente in linea con le esigenze di spending review degli enti locali. Sta di fatto, che questo importo ha contribuito a determinare la partecipazione di un unico soggetto, Antonio Barbone, alla procedura di selezione. Dopo soli 3 mesi dalla sottoscrizione del contratto, le due parti ne hanno sottoscritto un altro, che prevede quale compenso annuo lordo la somma di 43.310,90 euro quale retribuzione base a cui vanno aggiunti altri 36.851 euro lordi a titolo di retribuzione di posizione». «Secondo noi», precisano i due consiglieri comunali, «Teateservizi non avrebbe potuto variare l’importo del trattamento economico del direttore generale, peraltro a così breve distanza dal primo contratto». I 5 Stelle riprendono anche la recente polemica sulle mancate riscossioni che, secondo il sindaco Umberto Di Primio, Teateservizinon riuscirebbe a fare a dovere: «Continuiamo a sentire proclami da parte del sindaco di Chieti sulle presunte inefficienze di Teateservizi, ma di fronte a situazione come questa restiamo decisamente preoccupati per l’inefficienza e in alcuni casi la totale assenza, delle attività di controllo e di intervento che competono a questa amministrazione».
Barbone ribatte. «Era tutto previsto dal bando di concorso. Si partiva dal primo importo, è vero, ma è anche vero che nel bando c’era scritto che il ruolo prevedeva l’espletamento di determinate funzioni: la gestione del personale e il coordinamento dello stesso. Insomma, era un compito molto limitato. Poi ad agosto l’amministratore unico mi ha attribuito nuove deleghe, in funzione delle quali è stato rideterminato il compenso, che comunque è sempre minore di quello del precedente direttore generale, che aveva a disposizione anche l’indennità di risultato, non prevista dal mio contratto», dice il direttore Barbone. Che smentisce, invece, il fatto che la sua sia stata l’unica candidatura arrivata: «Sono stati 14 i curriculum arrivati sul tavolo dell’allora amministratore unico Valerio Visini», termina il direttore. (a.i.)