Teateservizi, settimana chiave: in bilico lavoratori e liquidatore

5 Giugno 2023

La tenuta del concordato mette a rischio il futuro dei dipendenti: domani c’è l’incontro con il prefetto E mercoledì è stata fissata una nuova assemblea dei soci per la sostituzione del dimissionario Di Iorio 

CHIETI. Si apre una settimana chiave per il futuro di Teateservizi, la società pubblica in liquidazione che gestisce la riscossione dei tributi per conto del Comune. Tra domani e mercoledì sono in programma due incontri fondamentali: il primo, con il prefetto Mario Della Cioppa, per affrontare la vertenza occupazionale che coinvolge oltre quaranta dipendenti in stato di agitazione da giorni e, il secondo, per la sostituzione del liquidatore dimissionario Luca Di Iorio, ormai data per certa dopo lo strappo che ha portato il commercialista e revisore contabile a scrivere a Corte dei conti, procura, prefettura e commissario giudiziale, accusando il Comune di «inerzia» per un piano di risanamento approvato ma rimasto fermo al palo, paventando anche il rischio di fallimento per la municipalizzata.
In attesa di conoscere i tempi e le modalità di attuazione della delibera del 27 marzo scorso, contenente le linee guida per il salvataggio di Teateservizi e i nuovi indirizzi di gestione, nelle more della variazione del contratto di servizio, punti sui quali è in programma una nuova assemblea dei soci già fissata per lunedì prossimo, 12 giugno, il sindaco Diego Ferrara informa che è in atto «una ricerca di mercato per quanto riguarda l’assegnazione dei rami di azienda servizi cimiteriali e parcheggi con ottime possibilità, prima che i contratti vadano a termine, di assegnarli alla partecipata Chieti solidale». L’obiettivo è confezionare una gara a doppio oggetto per avviare le procedure necessarie all’affidamento di uno o entrambi i servizi all’altra partecipata o all’esterno. Il 30 giugno, infatti, la gestione del cimitero e della sosta a pagamento dovrà essere ceduta da Teateservizi al Comune, come messo nero su bianco nel piano concordatario stilato da Di Iorio. La soluzione permetterebbe anche di risolvere il nodo dei lavoratori precari o assunti con contratti di somministrazione, che potrebbero essere assorbiti dal nuovo gestore e proseguire nelle rispettive attività, come auspicato da tutte le parti politiche e dalle stesse organizzazioni sindacali che hanno aperto una procedura di «raffreddamento e conciliazione» davanti al prefetto, chiedendo garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali.
Riguardo al fallimento di Teateservizi, il Tribunale di Chieti ha ritenuto ammissibile la domanda di concordato preventivo, fissando l’adunanza dei creditori a luglio, all’esito della quale ci sarà l’omologazione del concordato. Ma nel frattempo è emersa una netta spaccatura tra liquidatore e amministrazione in merito all’aumento del costo della riscossione di Imu e Tari, il cosiddetto aggio che dovrebbe passare dall’attuale 2% al 3,5%, ritoccato verso l’alto per consentire il risanamento della partecipata come chiesto dal liquidatore per reiterare il contratto di servizio. Un’eventualità bocciata dal segretario generale e dirigente ad interim del settore finanze Celestina Labbadia, che in risposta a Di Iorio ha evidenziato come «il nuovo contratto da stipulare con la società in house per cinque anni per il servizio di riscossione con l’aggio maggiorato non trova copertura finanziaria nelle attuali previsioni di bilancio», considerando anche che «il Comune di Chieti non ha il bilancio di previsione 2023/25 approvato e che si trova in esercizio provvisorio con tutti i limiti tecnici che ne derivano».
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