Teateservizi, si tenta la strada del salvataggio

Atteso l’incontro di venerdì in consiglio: al vaglio ci sono bilancio e documento di programmazione
CHIETI. La maggioranza del sindaco Diego Ferrara cerca di ricompattarsi sul futuro di Teateservizi. Il presidente del consiglio comunale Luigi Febo ha convocato per venerdì l’atteso Consiglio che darà il via libera al primo bilancio del Comune in dissesto. È un bilancio scevro dell’enorme massa passiva accumulata, di cui si sta occupando invece l’Organismo straordinario di liquidazione (Osl), ma non privo di spine e passaggi insidiosi. Come quelli della gestione ai privati delle farmacie comunali e, soprattutto, del futuro di Teaeservizi. Lo schema di bilancio è già stato approvato in giunta ma i consiglieri della commissione bilancio stanno lavorando per cambiarlo proprio nei passaggi più discussi. Teateservizi in primis. Se il bilancio e il relativo Documento unico di programmazione (Dup), da cui il bilancio discende, non verranno modificati nei passaggi relativi a Teateservizi, la delibera consiliare dello scorso marzo, che ne prevedeva il rilancio attraverso il concordato, non troverà più attuazione. Quella delibera, infatti, assicurava a Teateservizi costi maggiori per la riscossione dei tributi comunali, il comodato gratuito della propria sede in piazza Carafa e la cessione da parte del Comune di una palazzina, quella di via delle Robinie, per ricapitalizzare la società.
Il Dup non dà più certezze sui tre punti: ciò significa che il liquidatore Luca Di Iorio non potrà andare davanti al giudice, quando sarà chiamato dal tribunale, per perorare il salvataggio della società pubblica, visto che il piano di rilancio, avallato a marzo scorso, a novembre non è più valido. La questione non è solo tecnica ma anche politica. La maggioranza non ha mai trovato unità sul salvataggio di Teateservizi. Lo ha dimostrato il Consiglio di marzo che ha dato l’ok alla delibera salva-Teateservizi, in cui tutto il polo civico si è tirato indietro non presentandosi in aula. Si attende ora la seduta di venerdì. O meglio in quella di lunedì 27, giorno della seconda convocazione: con argomenti così scottanti la maggioranza potrà decidere di ricorrere alla seconda convocazione in cui servono meno voti per far passare la delibera.
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