Teateservizi, slitta l’assemblea Scontro tra Ferrara e i revisori

Terza fumata nera in pochi giorni e il collegio sindacale accusa il primo cittadino: inerzia conclamata La replica: linea belligerante che non fa bene a nessuno. E ora il verbale potrebbe finire in Procura
CHIETI. È scontro aperto alla Teateservizi, la partecipata al 100% del Comune che si occupa della riscossione delle tasse e della gestione dei parcheggi a pagamento e del cimitero. Ieri, la terza assemblea dei soci in pochi giorni è finita con un’altra fumata nera: riunione annullata. Un altro vertice è stato fissato al 5 aprile prossimo, alle ore 10.30: in quella seduta, il sindaco Diego Ferrara rilancerà la nomina del commercialista teatino Luca Di Iorio a commissario liquidatore. Con la nomina di Di Iorio, già revisore dei conti in Comune con l’amministrazione Ricci, Ferrara farebbe fuori l’amministratore unico Massimo Marchetti, revocato da due mesi ma ancora in carica. Dopo l’assemblea di martedì prossimo, mancheranno soltanto 9 giorni al 14 aprile quando, nel corso di un’udienza in tribunale, si discuterà la richiesta di fallimento per la Teateservizi presentata dal pm Giuseppe Falasca che indaga sui conti della società pubblica.
IL VERBALE Con l’annullamento dell’assemblea di ieri, è stato redatto un verbale in cui il collegio sindacale, presieduto da Emilio Longhi con i componenti Adelina Di Pietro e Matteo Di Fabio, parla di «inerzia conclamata» del socio unico, cioè il Comune, e invita Marchetti a trasmettere il verbale stesso alla procura, alla Corte dei conti e al ministero dell’Economia e Finanza. Un verbale che Ferrara accoglie così: «Il collegio sindacale e la Teateservizi continuano su una linea belligerante che non fa bene a nessuno», dice il sindaco, «per ora non voglio dire altro». Ormai è tutti contri tutti.
NUOVA ASSEMBLEA Sul perché l’assemblea sia stata cancellata all’ultimo minuto la versione che circola in Comune è questa: con una pec, spedita alla Teateservizi nella mattinata di mercoledì, Di Iorio avrebbe chiesto un resoconto della propria posizione tributaria per conoscere eventuali pendenze. Alla pec del liquidatore designato, la Teateservizi avrebbe risposto chiedendo un documento d’identità. Ma questo scambio di mail avrebbe rallentato l’esame della pratica di Di Iorio: il liquidatore avrebbe intenzione di accettare l’incarico e presentarsi in assemblea soltanto dopo il via libera degli uffici Teateservizi su eventuali tasse non pagate. Un gesto di prudenza che, in prima battuta, avrebbe fatto arrabbiare Ferrara, deciso ad andare fino in fondo con urgenza; poi, invece, il sindaco avrebbe accettato di spostare l’assemblea al 5 aprile.
BUCO DA 40MILA EURO Le perdite della Teateservizi ammontano a 409mila euro. L’intenzione di Ferrara è avviare una liquidazione a tempo e, poi, rilanciare la partecipata: per sopportare questo piano, il Comune ha avviato la rinegoziazione di due anticipazioni di liquidità, richieste dall’ex giunta per coprire altri debiti. La rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti costerà 418mila euro di interessi in più ma porterà soldi freschi per ripianare i buchi della Teateservizi: «L’operazione libererà risorse correnti per un importo annuo di 288.502,79 euro per il 2022 e 356.462,77 per il 2023», dice la delibera 251.
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