Teateservizi, è caccia a un manager delle tasse

Pronto il bando per scegliere il successore di Marchetti: domande entro l’11 marzo Incarico da 30mila euro l’anno, l’obiettivo è aumentare la riscossione dei tributi
CHIETI. Il Comune apre la caccia a un manager capace di un’impresa finora impossibile: risollevare la Teateservizi, la società partecipata al 100% del Comune che si occupa della riscossione delle tasse. Dopo la revoca dell’amministratore unico Massimo Marchetti, in carica dal 2019, si cerca un successore a tempo di record: c’è tempo fino alle ore 12 dell’11 marzo per avanzare la propria candidatura. A decidere sarà il sindaco Diego Ferrara «a suo insindacabile giudizio con provvedimento motivato sulla base della competenza e della esperienza»: è la sfida dei curriculum con in palio un incarico triennale da circa 30mila euro l’anno. Il bando non indica requisiti su laurea e professione svolta: si parla di «adeguata competenza tecnico-professionale rispetto al ruolo da svolgere». A scegliere poi sarà il sindaco.
L’amministrazione Ferrara, sulla strada del predissesto e in attesa del verdetto della Corte dei conti e del ministero dell’Interno sul piano di rientro dei debiti in 20 anni, ha necessità di aumentare le entrate e il primo passo è puntare a incassare più tasse, a partire da Tari, multe e mensa. Dal 2017 sono già tre i capi che si sono alternati al vertice della Teateservizi, tutti con l’amministrazione Di Primio: dopo Valerio Visini, è arrivato Carlo Festa; poco dopo un anno, Festa si è dimesso ed è stato nominato Giovanni D’Amico; è durato appena un mese il mandato di D’Amico e poi sono arrivate le dimissioni lampo; il posto di D’Amico, poi, è stato affidato a Marchetti. Nonostante i giri di poltrone, alla Teateservizi la rotta non si è mai invertita: a dirlo è la Corte dei conti nell’ultima relazione sulle finanze disastrate del Comune. «I fattori di squilibrio», recita il documento firmato dal presidente Stefano Siragusa, «sono riconducibili principalmente alla carenza della fase di riscossione». La Corte dei conti considera ancora attuale un richiamo dei revisori comunali inviato già all’ex amministrazione: «È stato chiesto di riorganizzare la Teateservizi. Ad oggi, nonostante la sostituzione di due amministratori, nessun problema sembra risolto». La Corte dei conti parla, quindi, di «scarsa propensione dell’ente (Comune, ndr) a incidere sulle riscossioni affidate in concessione». Il risultato, con un buco da 78 milioni di euro, è un «perdurante squilibrio finanziario». A distanza di poche settimane dalla presa di posizione della Corte dei conti, Ferrara ha deciso per la revoca di Marchetti.

