Telecamere, c’è il regolamento «Sì all’utilizzo delle immagini»

Dopo oltre 10 anni il Comune ha la sua normativa che tiene conto di privacy e protezione dei dati L’assessore Paolucci: passo avanti sulla sicurezza. Marongiu (Pd): ma la criminalità non è abolita
LANCIANO. Dopo oltre dieci anni il Comune di Lanciano si è dotato del nuovo regolamento sulla videosorveglianza, che tiene conto del quadro giuridico in materia di privacy e protezione dei dati personali. Un aggiornamento necessario per consentire all'ente di passare dalla mera proprietà delle telecamere all'utilizzo delle immagini per la sicurezza dei cittadini, la tutela del patrimonio pubblico e la repressione di comportamenti illeciti. Il voto del consiglio comunale, riunito giovedì scorso, è stato infatti quasi unanime (si è astenuto un solo consigliere, Lorenzo Galati, del Pd).
«È solo l’inizio di un lungo ed importante percorso che con orgoglio, costanza e determinazione tutta l’amministrazione Paolini vuole intraprendere», commenta soddisfatta l'assessore con delega alla sicurezza e al decoro urbano, Tonia Paolucci, «in 18 mesi abbiamo messo su, con la collaborazione di vari uffici, della polizia municipale e degli operai, che ringrazio tutti di cuore, un importante e tanto atteso regolamento». Presente in aula anche il responsabile della protezione dei dati, l'avvocato Raffaella Guiducci.
Il documento coniuga le esigenze di sicurezza urbana a quelle del rispetto dei diritti e delle libertà delle persone che eventualmente finissero riprese dalle telecamere di videosorveglianza. Il regolamento stabilisce che il trattamento dei dati personali è lecito quando avviene nello svolgimento delle funzioni istituzionali dell'ente, che attraverso il sistema di videosorveglianza mira a prevenire e contrastare attività illecite ed episodi di microcriminalità, rilevare in tempo reale atti vandalici o di teppismo nei luoghi pubblici, accertare violazioni al codice della strada, vigilare sulla circolazione veicolare (ricostruzione della dinamica degli incidenti stradali e identificazione dei responsabili), contrastare l'abbandono e lo smaltimento illecito di rifiuti. Prevede la possibilità di attivare impianti di foto e video-sorveglianza mobili, come body cam sulle uniformi del personale di polizia locale e telecamere installate sui veicoli di servizio (dash cam), fototrappole e droni; anche i privati – amministratori di condominio, imprese, associazioni di categoria o comitati – potranno partecipare all'implementazione del sistema di videosorveglianza cittadino, acquistando a loro carico apparecchiature da impiegare per il controllo di spazi ed aree pubbliche, anche antistanti gli edifici privati. Un “grande fratello” diffuso, come sta già sperimentando, ad esempio, Vasto. «È uno strumento atteso e importante, ma nessuno si illuda di aver “abolito” la criminalità in città», è intervenuto in aula Leo Marongiu, parafrasando una celebre frase di Luigi Di Maio, «l'auspicio è che prossimamente si possa rispondere alla richiesta dei residenti delle contrade».
Nei giorni scorsi sono entrate in funzione 10 nuove telecamere nella zona dei Viali e di Parco delle Rose, altre 5 saranno installate nel quartiere Civitanova. Aspettano la stessa risposta i cittadini di Iconicella, Re di Coppe, Villa Stanazzo e Villa Andreoli, che a febbraio hanno consegnato al sindaco Filippo Paolini quasi 800 firme per chiedere telecamere nelle contrade. «La richiesta è stata già presa in carico dal settore», ha risposto l'assessore Paolucci, «aspettiamo l'esito del bando del ministero». «E se il Comune non dovesse essere finanziato, cosa accadrà?», si chiede il movimento civico Progetto Lanciano, che ha promosso la petizione, «siamo consapevoli che la presenza di telecamere non risolva il fenomeno della criminalità, ma senz’altro può aiutare a ridurlo, a infondere maggior sicurezza, a risalire ai colpevoli e fungere quindi da deterrente».
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