Telecamere ko, rispuntano le mini-discariche abusive

26 Agosto 2014

Le attrezzature utilizzate per il controllo del territorio sono guaste da mesi La polizia municipale: vanno riacquistate o non potremo difendere l’ambiente

VASTO. Rotte da mesi non sono state né riparate, né sostituite le due telecamere mobili in dotazione della polizia municipale. Procede senza strumenti operativi l’azione di controllo e di contrasto dei reati in materia ambientale. Le apparecchiature, che venivano periodicamente sistemate nelle zone da sorvegliare (rigorosamente top secret), si sono dimostrate un valido aiuto per scovare chi abbandona i rifiuti andando ad incrementare le micro discariche abusive.

Un fenomeno che si è intensificato da quando la raccolta differenziata porta a porta è stata estesa a tutta la città, fatta eccezione della Marina diventata meta quotidiana dei “pendolari del pattume”. Le sequenze filmate dalle apparecchiature (quando erano in funzione) hanno consentito ai vigili urbani di risalire ai responsabili ed elevare sanzioni che vanno da 300 a 3mila euro. Da alcuni mesi, però, le telecamere mobili sono state disattivate, lasciando gli agenti senza l’ausilio di strumenti così preziosi. «Le apparecchiature sono rotte, devono essere riacquistate», conferma Enzo Marcello, dirigente della polizia municipale. Nel frattempo, senza le due telecamere mobili, gli incivili hanno vita facile. Possono raggiungere le aree periferiche della città e disfarsi senza tanti problemi dei rifiuti, dagli ingombranti ai domestici, facendola franca. «Le attività di controllo in materia ambientale non possono essere svolte senza strumenti operativi», rimarca il tenente Antonio Di Lena del nucleo di polizia amministrativa, «grazie alle telecamere mobili, installate di volta in volta nei venti siti monitorati, siamo riusciti ad individuare e sanzionare molte persone». Tante le scene immortalate: dalla casalinga che si disfa del vecchio asse da stiro, al camioncino che scarica di tutto, a chi rovista tra i rifiuti in cerca di materiale da poter rivendere. I controlli hanno messo in luce anche un altro fenomeno in netto aumento, quello relativo al pendolarismo dei rifiuti: cioè il malvezzo di trasportare il pattume domestico in quelle zone della città dove esistono ancora i cassonetti. Insomma, pur di non separare i rifiuti in casa c'è chi non esita a salire in macchina e fare anche diversi chilometri per raggiungere Vasto Marina, quartiere dove la raccolta differenziata non è ancora stata attivata nonostante la presenza di numerose attività turistiche e ricettive. Per porvi un freno il sindaco Luciano Lapenna ha emesso una ordinanza che viene continuamente snobbata.

Anna Bontempo

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