Tentò di uccidere il marito Condannata a tre anni

23 Luglio 2015

Colpevole la moglie che ferì il coniuge alla gola con un coltello durante il sonno La donna venne arrestata e in seguito sottoposta anche a terapia psichiatrica

VASTO. 21 novembre 2012, ore 5,30. I condomini di una elegante palazzina alle spalle del commissariato vengono svegliati dal suono delle sirene. Un'ambulanza trasferisce in ospedale un uomo di 52 anni ferito alla gola. Sul posto arrivano anche i carabinieri e scoprono che a ferire il cinquantaduenne è stata la moglie con un coltello da cucina. La donna M.A.M., (non pubblichiamo il nome per intero perché ci sono figli minorenni), 53 anni, arrestata qualche giorno dopo per tentato omicidio è stata condannata martedì dal tribunale presieduto da Italo Radoccia (giudici a latere Fabrizio Pasquale e Michelina Iannetta) alla pena di 3 anni e due mesi. I giudici hanno tenuto conto delle attenuanti generiche e del risarcimento alla parte lesa. I difensori dell'imputata, Alessandro Orlando e Carmine Di Risio è probabile ricorrano in appello. La donna alla quale in un primo momento era stata contestata anche la premeditazione, ferì il marito durante il sonno. L'esito del gesto non fu infausto grazie all'improvviso risveglio e alla reazione del coniuge che riuscì ad opporre resistenza e a disarmare la moglie. Il ferito riuscì a chiamare i soccorritori. L'uomo venne subito ricoverato in ospedale. Dopo l'episodio M.A.M. si sottopose volontariamente a cure psichiatriche. A condurre le indagini sulla delicata vicenda fu il sostituto procuratore Enrica Medori. Il magistrato si avvalse della consulenza di specialisti. La notizia suscitò a suo tempo grande scalpore nel condominio. I vicini assicurano che la coppia prima di allora era sempre andata d’accordo. Nessuno ha mai immaginato che M.A.M. potesse arrivare a colpire il marito con un coltello. L'uomo comunque ha perdonato la moglie. A dire il vero, da subito l'uomo si era dimostrato molto comprensivo nei confronti della donna. Subito dopo le cure prestate dai medici del pronto soccorso del San Pio il ferito non aveva voluto neppure sporgere denuncia nei confronti della moglie. Il sopralluogo compiuto dai carabinieri nella casa della coppia e altri indizi convinsero però gli investigatori della pericolosità dell'indagata, arrivando a disporre l'arresto e a formulare nei suoi confronti l'accusa di tentato omicidio premeditato. Ieri è arrivata la sentenza di primo grado.

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