Tenta di ingoiare la cocaina, fermato

Padre e figlio trasformano la casa in una centrale dello spaccio: nei guai. Sequestrata anche una carta d’identità rubata
CHIETI. Ha tentato di ingoiare cocaina dopo che il figlio era stato scoperto con la droga in auto. Ma i carabinieri sono riusciti a fermarlo, salvandolo dall’overdose: adesso i teatini A.Z. di 61 anni e M.Z. di 40 sono indagati per spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Nei confronti del secondo sono scattate anche una multa per aver violato le norme anti contagio da coronavirus, essendosi allontanato dalla sua abitazione senza un giustificato motivo, e una denuncia, perché si è rifiutato di sottoporsi al test per constatare la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Tutto comincia la sera del primo maggio, quando i militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti fermano vicino allo stadio Angelini una macchina che sta sfrecciando per le strade dello Scalo. L’automobilista prova ad accelerare ulteriormente, ma il suo tentativo di non dare nell’occhio va a vuoto. Durante la perquisizione del veicolo, i carabinieri del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena trovano sotto il tappetino del conducente un involucro con 0,15 grammi di cocaina.
A questo punto è d’obbligo raggiungere anche la casa dell’uomo: i carabinieri chiamano in supporto i colleghi del nucleo cinofili e della stazione di Chieti Scalo. All’interno dell’abitazione gli investigatori trovano pure il padre dell’uomo che, alla vista dei militari, reagisce in modo anomalo: quasi immediatamente li spintona, tira fuori un pacchetto dalla tasca della maglia e cerca di avvicinarsi alla porta del bagno. I carabinieri riescono a bloccarlo mentre, dopo aver strappato la plastica con i denti, il 61enne prova a far sparire della polvere bianca ingoiandola. L’intervento tempestivo è fondamentale, perché quella sostanza risulta essere cocaina: i militari ne recuperano poco più di 7 grammi. Da una tasca dei pantaloni di A.Z. spuntano anche 1.740 euro, che vengono sequestrati: l’ipotesi è che quella somma sia il risultato di un pomeriggio trascorso a spacciare.
La perquisizione si estende all’intera abitazione: in uno stanzino, all’interno di una scatola, vengono trovati quasi altri due grammi di cocaina, cucchiai sporchi di droga e del bicarbonato, sostanza che sarebbe stata utilizzata per tagliare la droga e aumentarne il volume. Ecco perché gli investigatori ritengono che la casa sia stata trasformata in una sorta di centrale dello spaccio, attività portata avanti da padre e figlio, già in passato finiti più volte nei guai per motivi giudiziari. Così come è molto probabile che il 40enne sia uscito di casa con la droga nascosta in auto per andare a fare una consegna.
Spaccio, ma non solo: è scattata anche l’accusa di ricettazione perché nel comodino della camera da letto era nascosta la carta d’identità di una ragazza risultata rubata a Chieti Scalo nel 2017. (cr.ch.)
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