Tentano di far esplodere il postamat

Assalto all’ufficio postale di San Salvo marina: sfondano la vetrata e posizionano la polvere da sparo, ma scatta l’allarme
SAN SALVO. Alba movimentata in riviera. In azione la banda della “marmotta”. La gang che opera come un’organizzazione paramilitare, adottando la tecnica dei sopralluoghi e della pianificazione dei colpi al tritolo, alle 3 ha tentato un colpo al postamat dell’ufficio postale di San Salvo marina. Qualcosa, però, è andato storto: l’esplosione non c’è stata ed è scattato l’allarme. La banda è arrivata a San Salvo con una Bmw “pulita”. Con la stessa auto, che è stata recuperata dalla polizia stradale Vasto sud dopo uno spericolato inseguimento, ha cercato di fuggire. La gang potrebbe essere la stessa che nei giorni scorsi ha agito a Montenero di Bisaccia e prima ancora a Casalbordino. Una telecamera ha filmato i malviventi abbigliati con cappucci, vestiti e guanti scuri. Sul posto per i rilievi gli uomini della Scientifica dei carabinieri.
LA TECNICA. Le forze dell’ordine la chiamano la “tecnica della marmotta”, ovvero un parallelepipedo in ferro o altro materiale riempito di polvere pirica che viene inserito con l’aiuto di un palanco all’interno del bancomat per poi andare “sotto”. In codice indica l’innesco e, quindi, la deflagrazione. Ordigni esplosivi improvvisati, ma molto ingegnosi: le bande del bancomat non utilizzano più l’acetilene, poco controllabile, ma una miscela, che i carabinieri definiscono micidiale e che esplode in un tempo stabilito, se innescato con una semplice spina elettrica e batterie ricavate, ad esempio, dai trapani. Per comunicare fra loro i malviventi non utilizzano telefoni cellulari, ma radio.
IL TENTATO COLPO. Alle 3 di ieri notte i banditi hanno tentato il colpo al postamat di San Salvo marina. Hanno sfondato la vetrata e posizionato la polvere da sparo. A quel punto hanno tentato l’esplosione. Qualcosa non ha funzionato. L’allarme si è messo a suonare. I tre malviventi, colti di sorpresa, sono fuggiti a mani vuote. Non solo. Intercettati dalla polizia stradale di Vasto sud, dieci minuti dopo, sono stati costretti ad abbandonare l’auto con gli attrezzi e a fuggire a piedi per le campagne.
LE INDAGINI. Le telecamere potranno essere molto utili ai carabinieri che indagano sul tentato colpo. Gli obiettivi hanno ripreso i ladri in azione. Erano tre, incappucciati: uno è rimasto in auto a fare da palo, due hanno raggiunto lo sportello e, aiutandosi con una sorta di ariete, hanno sfondato la vetrata. Poi hanno lanciato il contenitore di polvere pirica all’interno. Il resto è noto. Anche se il colpo è fallito, i danni procurati sono importanti. I dirigenti dell’ufficio postale, preso di mira già altre volte in passato dai ladri, stanno facendo un inventario. La polizia scientifica oltre al sacchetto di polvere pirica controllerà accuratamente la Bmw recuperata sull’A14 dagli uomini diretti dall’ispettore capo Antonio Pietroniro.
L’INSEGUIMENTO. L’operazione sull’A14 è scattata alle 3,10, dieci minuti dopo il mancato furto. Gli agenti hanno visto arrivare a forte velocità una BMW 530 con tre persone a bordo diretta a sud. Hanno affiancato il mezzo e intimato l’alt al conducente invitandolo ad accostare. «Per tutta risposta», racconta la polizia, «il guidatore ha accelerato iniziando manovre pericolose che sono durate oltre dieci chilometri. L’obiettivo era impedire alla pattuglia che inseguiva l’auto di avvicinarsi nuovamente». Al chilometro 463, nel comune di Petacciato, in provincia di Campobasso, la Bmw si è fermata in curva. Il conducente e i complici sono scesi in fretta e sono scappati. Complice la fitta nebbia la gang è riuscita a dileguarsi. All’interno del veicolo sono stati rinvenuti gli arnesi da scasso che la banda della marmotta imbracciava davanti al postamat di San Salvo marina. Presto potrebbero esserci sviluppi. Un solo capello recuperato nell’auto potrebbe indicare il nome di un componente della banda. Gli investigatori mantengono il riserbo più stretto.
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