Tentano di truffare un’anziana: «Il tuo telefono è sotto controllo»

16 Dicembre 2023

Il raggiro, creato da una falsa nipote e da un finto carabiniere, fallito per la pronta reazione della donna L’appello del sindaco Zulli ai residenti: invito tutta la cittadinanza a fare attenzione a chiamate del genere

GESSOPALENA. Prima la telefonata di una presunta nipote, seguita da quella di un finto carabiniere che prova a carpire la fiducia dell'ignara vittima. Ecco un'altra variante delle truffe ai danni di persone anziane e sole. La trama del raggiro è sempre più intricata, ma per fortuna questa volta i truffatori sono rimasti a bocca asciutta. Il tentativo di truffa è stato messo a segno giovedì pomeriggio a Gessopalena. La segnalazione è stata raccolta dai carabinieri della stazione di Torricella Peligna. Sull'episodio è stato poi il sindaco Mario Zulli a mettere in guardia i propri cittadini tramite i canali social.
«Il malfattore ha cercato di carpire la fiducia dell'anziana spacciandosi per la “nipote preferita”», racconta il primo cittadino, «senza dire quale fosse il suo nome. La telefonata, quindi, si è interrotta ed immediatamente dopo l'anziana signora ha ricevuto un'altra telefonata». Questa volta l'interlocutore all'altro capo della cornetta si è spacciato per un carabiniere. «Ha riferito alla signora che c'era un'indagine in corso», continua il racconto della tentata truffa, «motivo per cui il suo telefono era tra quelli messi sotto controllo e proprio per questo avevano intercettato la telefonata della finta nipote. Detto ciò, il finto carabiniere ha chiesto alla donna informazioni sul possesso in casa di preziosi o denaro, ma la donna fortunatamente ha risposto di no chiudendo la conversazione. Tutta la cittadinanza è invitata a porre particolare attenzione a telefonate di tale genere», è l'appello del sindaco Zulli.
Il fenomeno delle truffe ai danni di anziani ha ripreso piede anche nel Frentano con l'escamotage del messaggio, da parte di presunti figli e nipoti, per avvisare del cellulare rotto e far contattare un nuovo numero, dal quale arrivano poi, con altre scuse, richieste di cospicue somme di denaro. Pochi giorni fa la polizia ha raccolto la denuncia di una 65enne che, credendo di chattare tramite Whatsapp con il proprio figlio, gli ha fatto una ricarica di circa mille euro. E prima ancora un'altra donna era stata convinta dai truffatori a fare un bonifico di quasi 5mila euro: per fortuna in questo caso la polizia è riuscita a bloccare la transazione.
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