Tentato omicidio del pugile: confermati i 4 anni a Orticelli

VASTO. Confermata ieri dai giudici della Corte d'appello dell'Aquila - Armanda Servino, Maria Gabriella Tascone e Laura D'Angelo - la condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere per Francesco Orticelli,...
VASTO. Confermata ieri dai giudici della Corte d'appello dell'Aquila - Armanda Servino, Maria Gabriella Tascone e Laura D'Angelo - la condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere per Francesco Orticelli, il pescatore 57enne, che nel 2018, il giorno di Natale, colpì alla gola con un coltello il cognato, il pugile Domenico Urbano nel corso di una lite familiare. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio. I difensori, gli avvocati Antonello Cerella e Fiorenzo Cieri, hanno annunciato il ricorso in Cassazione. I due legali hanno sempre parlato di un gesto d'impeto e del resto anche nel corso del giudizio di primo grado era stata esclusa la premeditazione. Il 25 dicembre 2018 Orticelli nel corso di una lite in casa della famiglia della moglie, prese un coltello e colpì alla gola il cognato. Orticelli raccontò di essere arrivato in quella casa solo perché chiamato dalla moglie. Vedendola ferita avrebbe afferrato il coltello e d'istinto avrebbe colpito il cognato per difendere la moglie ed evitare che potesse essere colpita ancora. Il motivo della furiosa lite scoppiata prima dell'arrivo di Orticelli non si è mai saputo. Per la difesa fu legittima difesa putativa.
«Orticelli è innocente, ricorreremo in Cassazione», affermano gli avvocati del pescatore. La stessa vittima dichiarò subito dopo il fatto di non essere stato colpito da Orticelli. Un particolare non da poco passato in secondo piano perché Orticelli si autoaccusò. Le ferite riportate da Urbano furono piuttosto gravi. Colpito alla vena giugulare il pugile si salvò solo grazie a un delicato intervento chirurgico dei medici del San Pio.
La vicenda registra anche un processo bis che vede Urbano imputato con l'accusa di lesioni alla moglie di Orticelli e si sta celebrando davanti al collegio presieduto dal presidente Bruno Giangiacomo. (p.c.)
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