Terapie con i cuccioli del canile: «Un aiuto contro la solitudine»

Al rifugio Bonincontro l’iniziativa dedicata a chi soffre di malattie neurologiche e disturbi cognitivi La sperimentazione promossa dall’associazione “La cura del tempo” è a costo zero per il Comune
CHIETI. Un progetto a costo zero per il Comune di Chieti ma «dall’alto valore sociale». Si chiama “Il mio migliore amico” la sperimentazione che vede interagire gli animali del canile rifugio “Achille Bonincontro” con persone affette da disturbi neurodegenerativi e difficoltà cognitive.
IL PROGETTO
L’obiettivo è quello di promuovere la socializzazione, aiutare la stimolazione cognitiva delle persone affette da disturbi e sostenere i loro caregiver. E il contatto con gli animali è il tassello che può aiutare tutto questo, soprattutto dopo il Covid. «La pandemia ha creato terreno fertile per l’isolamento sociale delle persone, specialmente negli anziani e nelle persone con patologie più gravi come quelle neurodegenerative», spiega Lisa Maccarone, psicologa ed esperta in Neuropsicologia e responsabile del progetto per l’associazione La Cura del Tempo, «la stimolazione cognitiva è uno strumento utile per mantenere il cervello in allenamento, sia nelle persone con patologie neurodegenerative, sia nelle persone che hanno sperimentato un periodo di deprivazione cognitiva, sensoriale ed emotiva, com’è accaduto negli ultimi anni». La sperimentazione nel canile è partita nei primi giorni di maggio e sia i pazienti che gli animali ospiti stanno traendo beneficio dalle attività. «È un incontro degli ultimi con gli ultimi che giova agli stessi animali», sottolinea il presidente di Asada, Danilo Ciancaglini. Il progetto «non graverà sulle spese comunali», sottolinea Fabio Stella, assessore alla Tutela del mondo animale, «per noi è una grande soddisfazione fare rete con realtà virtuose che svolgono servizi di prima utilità per il bene della collettività».
LE ATTIVITà
Affinché si possa instaurare un clima sereno tra l’uomo e l’animale, «le attività sono proposte con difficoltà crescente», dice Dario Maggipinto, presidente dell’associazione La Cura del tempo, «siamo partiti facendoli stare fermi tra i cani, poi pian piano li abbiamo fatti accarezzare e spazzolare e portare a passeggio». Più di duecento i cani coinvolti nelle diverse attività nel rispetto dei loro comportamenti e dei loro istinti. Il progetto “Il mio migliore amico” è solo una delle iniziative del canile comunale. «Di progetti ne facciamo tanti, con le scuole e con i detenuti che fanno anche un’attività riabilitativa», conclude Margara Romano dell’Asada, «il nostro compito non è solo ospitare, ma anche riabilitare gli animali nella struttura, perché possano essere adottati».
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