Terrorismo e salvataggi I carabinieri in prima linea

Encomi a Chieti, premio al maresciallo di Atessa per un’indagine su un gruppo islamico Riconoscimento a un militare dello Scalo per un soccorso in un sottopasso allagato
CHIETI. C’è il maresciallo di Atessa che ha indagato sul terrorismo in una «complessa, delicata e rischiosa attività investigativa» contro un gruppo islamico pronto a combattere con le milizie del Daesh; c’è il maresciallo di Chieti Scalo che ha liberato automobilisti intrappolati in un sottopasso allagato; c’è un appuntato molisano che ha salvato una donna caduta in un pozzo tenendola per le braccia fino all’arrivo dei soccorsi. L’elenco dei carabinieri premiati a Chieti, in una cerimonia nella sala degli Specchi della caserma Infelisi, sede del comando Legione Abruzzo e Molise, racconta le storie di impegno quotidiano. Gesti dall’«alto valore simbolico», ha detto il generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, comandante interregionale carabinieri Ogaden. Riconoscimenti, ha detto ancora Nistri, «attribuiti al personale solo in occasione di eventi eccezionali in cui emerge il lodevole comportamento e il particolare rendimento in servizio».
Alla cerimonia di consegna delle onorificenze hanno partecipato anche il generale di brigata Michele Sirimarco, comandante della Legione carabinieri generale, alle associazioni Nastro Verde e dei carabinieri in congedo.
Medaglia d’argento al Valor civile al maresciallo Davide d’Amico, effettivo alla stazione di Chieti Scalo, per i salvataggi in un sottopasso invaso dall’acqua a Sant’Elpidio a Mare; encomio solenne collettivo per un’indagine sullo spaccio di droga al Nucleo investigativo del comando provinciale di Pescara, ritirato dal maggiore Massimiliano Di Pietro, dal maresciallo maggiore Silvestro Scurti e dall’appuntato scelto Antonio Felice Barone. Encomi individuali sono stati tributati al maresciallo maggiore Daniele Lucentini, comandante del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Atessa, per l’inchiesta sul terrorismo; al maresciallo maggiore Umberto Massimo Cicone, comandante della stazione di Carsoli, per un’inchiesta su usura ed estorsioni; al tenente Maximiliano Papale, all’appuntato scelto Pierpaolo Salvi e all’appuntato Gaetano De Risio, comandante e addetti al Nucleo operativo e radiomobile della compagnia dell’Aquila per aver sgominato una banda dedita a furti di rame e ai bancomat; Rocco D’Aniello è l’appuntato della stazione di Castropignano in provincia di Campobasso, che, «con coraggiosa determinazione e generoso slancio, aiutato da due colleghi – il maresciallo ordinario Adriano Picardi e il vice brigadiere Gianluca Santangelo, comandante e addetto dello stesso comando stazione ai quali per lo stesso fatto veniva tributato un elogio – non esitava a intervenire per soccorrere e salvare una donna in stato confusionale caduta in un pozzo». (p.l.)

