Terrorizza la moglie e i sei figli «Sciolgo la mamma nell’acido»

L’uomo, che percepisce il reddito di cittadinanza, spende tutti i soldi della famiglia nel gioco d’azzardo La donna scappa di casa con i bimbi: «Schiaffi, calci, pugni e minacce se non obbedisco ai suoi ordini»
CHIETI. «Ti sparo e ti sciolgo nell’acido». Così un uomo di 52 anni minacciava la moglie anche davanti ai sei figli piccoli. Per terrorizzare i bambini, invece, diceva che li avrebbe fatti rinchiudere in un istituto. Ma adesso quel papà violento, che percepisce il reddito di cittadinanza ed è solito lasciare la famiglia senza soldi perché spende tutto con il gioco d’azzardo, è stato allontanato dalla casa familiare: è accusato di maltrattamenti e dovrà restare ad almeno cento metri di distanza dalle vittime. L’ordinanza è stata firmata dal giudice del tribunale di Chieti Luca De Ninis su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo.
LA DENUNCIA. È fine settembre quando la donna si presenta dai carabinieri e denuncia il marito. «La nostra convivenza», racconta, «non è mai stata facile. Con il tempo, però, i litigi quotidiani si sono trasformati in insulti, violenze fisiche e minacce. Finora non ho denunciato nulla per salvaguardare i miei figli. Vengo offesa anche in presenza dei bambini che, a loro volta, vivono nel terrore perché il padre non fa altro che dire che farà intervenire un assistente sociale per farli portare in un istituto. Chiaramente loro, vista la giovane età, non sono in grado di comprendere se il genitore abbia o meno il potere di decidere un eventuale allontanamento dalla casa familiare, per cui vivono queste affermazioni come vere e proprie minacce».
GLI INSULTI. Le intimidazioni, stando sempre alla denuncia della donna, sono all’ordine del giorno: «Ti ammazzo...ti sciolgo nell’acido... ti sparo... ti faccio portare via i bambini». In più occasioni la vittima è stata costretta a farsi ospitare da parenti e conoscenti per sfuggire alle violenze. Poi, la moglie entra nel dettaglio. «In una circostanza, all’inizio del 2019, mentre stavo cenando con i bimbi, mio marito è rientrato all’improvviso e ha iniziato a offendermi pesantemente, minacciandomi di morte. Non contento, ha afferrato una sedia per tirarmela addosso: ha desistito solo per le grida dei bambini».
LE BOTTE. Ma l’indagato ha più volte aggredito la moglie anche fisicamente. «A Natale del 2018», prosegue la donna, «dopo che lui ha deciso di trascorrere la giornata insieme ai suoi parenti in un ristorante della zona, mi ha ordinato di restare a casa e di preparare il pranzo. Al mio rifiuto, mi ha insultato con i soliti epiteti e colpito con calci, schiaffi e pugni. La storia si è ripetuta ogni volta che non ho dato seguito ai suoi ordini. Qualche giorno fa, dopo l’ennesima discussione, ho deciso di andare via con i bambini e rifugiarmi da parenti. Tuttavia lui ha iniziato a telefonarmi dicendo che, se non fossi tornata a casa, mi avrebbe ammazzato». Anche alcuni testimoni, sostiene il pm, hanno confermato il racconto della vittima, parlando pure di danneggiamenti alla porta dell’abitazione e all’autovettura della donna.
L’ORDINANZA. «Emerge», scrive il giudice De Ninis, «una dinamica di rapporti familiari profondamente deteriorati, in cui l’indagato da un lato non contribuisce in alcun modo alle esigenze economiche della famiglia, ma al contrario sperpera al gioco d’azzardo i pochi redditi di cui dispone ed anzi continua a richiedere denaro alla moglie; dall’altro lato impone un regime domestico tipico del “padrone”, riservando a sé ogni scelta e decisione e imponendo le medesime con una serie di vessazioni sistematiche e unilaterali, costituite da ingiurie e minacce continue, da rientri nell’abitazione in stato di ubriachezza, da frequentazione di locali notturni e altre donne. La situazione è infine degenerata, superando la capacità di sopportazione della vittima, quando la donna ha comunicato al marito la volontà di separarsi, ovviamente da lui non accettata. Paradossalmente, solo nei periodi in cui l’indagato si trova nella sala scommesse, la famiglia può godere di una temporanea tranquillità».
Il 52enne, assistito dall’avvocato Mauro Faiulli, respinge tutte le accuse.

