Terza discarica, difformità sul progetto

Cupello. L’Arta: impianto diverso rispetto a quello approvato. Attività sospesa per altri tre mesi
CUPELLO. Altri tre mesi di stop per la terza discarica del Civeta, oggetto di una indagine della Procura. La Regione ha prorogato la sospensione delle attività gestionali e concesso 30 giorni alla società Cupello Ambiente per avviare la variante della valutazione di impatto ambientale finalizzato all’aumento volumetrico da 450mila a 517.400 metri cubi. «L'Arta, a seguito di una verifica tecnica sulla terza discarica del polo impiantistico del Civeta, gestita dalla Cupello Ambiente, il 26 febbraio scorso ha rilevato che permangono le difformità dell’intero invaso rispetto all’autorizzazione del 23 luglio 2015 e al nulla osta del 24 maggio 2017», fa sapere la segreteria del Forum H20, «inoltre lo scorso 24 febbraio, il Servizio rifiuti della Regione Abruzzo ha prorogato la sospensione delle attività gestionali della terza discarica gestita dalla Cupello Ambiente di altri tre mesi, dopo i primi sei mesi di stop seguiti al periodo di sequestro a cui era stato sottoposto l'impianto da parte della Procura di Vasto. Questo perché la pendenza delle pareti delle vasche è maggiore rispetto ai progetti approvati, determinando anche un aumento della volumetria disponibile rispetto a quanto autorizzato nel 2013 per la Valutazione di impatto ambientale. Per questo la società avrebbe dovuto avviare una nuova procedura di Via per la variante in aumento, depositando la relativa documentazione, cosa che finora non è stata fatta».
Il Forum chiede quali azioni gli enti pubblici stiano mettendo in campo per risanare il polo impiantistico di Valle Cena, in cui sono state accertate pesanti criticità ambientali e su cui incombe, per giunta, anche la costruzione della discarica di località Cicella a Furci.
Continua dunque la storia infinita della terza vasca del Civeta posta sotto sequestro il 20 marzo 2019, dissequestrata il 21 febbraio 2020 per «cessate esigenze cautelari», ma poi bloccata nuovamente dalla Regione. A distanza di una settimana dal provvedimento con cui il gip del tribunale aveva disposto la revoca dei sigilli all’invaso gestito dalla Cupello Ambiente il servizio gestione rifiuti della giunta regionale bloccò la ripresa delle attività di conferimento dei rifiuti da parte dei comuni consorziati affinché venissero risolte alcune problematiche, tra cui la messa in sicurezza delle sponde oggetto di smottamento. Da allora la società non è più riuscita a riavere la discarica nella piena disponibilità. (a.b.)
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