Terzo assalto in 5 giorni

Nel mirino i paesi del Chietino: colpo con l’esplosivo anche a Miglianico, rubati 15mila euro
MIGLIANICO. Terzo assalto in cinque giorni. I paesi del Chietino finiscono nel mirino della banda del bancomat. Dopo Poggiofiorito, lo scorso 27 settembre, e Ripa Teatina, il 30 settembre, la notte tra sabato e domenica è stata la svolta di Miglianico. E così, dopo i colpi a ripetizione nel Teramano, la banda del bancomat sembra aver cambiato decisamente bersaglio. E ora, nel Chietino, è caccia aperta ai malviventi.
Colpi fotocopia. Il modus operandi è sempre lo stesso. Persino l’orario scelto è uguale. Agiscono intorno alle 3 di notte. Arrivano a bordo di un’auto che di norma è rubata e che poi viene ritrovata nelle vicinanza. Uno resta in macchina, pronto a ripartire non appena finito il colpo, e gli altri si mettono al lavoro. Sono completamente irriconoscibili: volto coperto e guanti calzati. La prima cosa che fanno è spostare l’obiettivo della telecamera della banca e poi fanno esplodere il bancomat. Il tutto non dura più di un quarto d’ora. Sanno che nel giro di venti minuti da quando scatta l’allarme della banca gli uomini della sorveglianza privata possono essere sul posto in venti minuti.
L’assalto a Miglianico. La filiale Ubi (ex Carichieti) di Miglianico si trova in via Roma, al centro del paese. I banditi sono arrivati poco dopo le ore 3 della notte. È possibile che siano arrivati con due mezzi. Sicuramente c’era una macchina, che i testimoni definiscono grande, con tre persone a bordo. Ma è possibile che ci fosse anche un altro veicolo con un altro complice. Hanno fatto esplodere il bancomat e hanno preso i soldi, circa 15 mila euro. Dietro di loro, però, tanto per essere certi che qualcuno non li seguisse, anche perché erano al centro del paese, hanno lasciato dei chiodi per bucare le auto all’inseguimento.
Il testimone lancia vasi. Anche a Miglianico come a Ripa, il boato poco dopo le 3 di notte ha svegliato parecchia gente. Lo stabile in cui si trova la banca è alto tre piani. La filiale è a pian terreno, mentre sopra ci sono appartamenti tutti abitati. Dal secondo piano dello stabile, uno degli inquilini si è accorto di quello che stava succedendo e ha cercato con coraggio di intralciare la fuga dei banditi. Ha quindi preso la prima cosa che si è trovata a portata di mano, i vasi di gerani della moglie, e l’ha lanciata contro i banditi che salivano in macchina e ripartivano di corsa. Ha scagliato contro di loro due vasi di gerani e uno ha colpito il bersaglio, centrando il lunotto dell’auto a bordo della quale c’erano, ha riferito, almeno tre persone. Il vaso ha spaccato il lunotto e non è detto che abbia ferito uno dei banditi.
Le indagini. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri di Ortona. Le indagini sono in mano agli uomini dell’Arma che probabilmente stanno cercando di mettere in correlazione i diversi assalti ai bancomat del territorio. In sei mesi ce ne sono stati nove. Oltre quelli di Miglianico, Ripa e Poggiofiorito, ci sono quelli del 22 agosto, quando i malviventi hanno assaltato sia il bancomat di Castel Frentano che, nella stessa notte, anche quello di Frisa. Il 15 luglio è stata la volta del bancomat di San Vito Chietino, il 5 maggio di quello di Atessa e il 28 aprile hanno colpito nuovamente a Castel Frentano. In tutti i casi si è trattato di professionisti. Secondo le forze dell’ordine si tratta di criminalità che arriva da fuori regione appositamente per mettere a segno colpi di questo genere. Agiscono preferibilmente nei piccoli paesi, dove è più facile colpire e scappare perché meno sorvegliati. Miglianico è anche molto vicina al casello autostradale dell’A14.
Basisti? Non è detto, però, che non abbiano basisti del posto dove nascondersi prima di abbandonare la regione quando le acque si sono calmate e l’allarme è cessato.
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