Tessera sanitaria a uno morto 12 anni fa
FOSSACESIA. Non basta la tristezza con cui si convive in questi giorni di emergenza coronavirus: ad essa ci si somma pure il sistema di aggiornamenti dati, che proprio sembra non voler proprio...
FOSSACESIA. Non basta la tristezza con cui si convive in questi giorni di emergenza coronavirus: ad essa ci si somma pure il sistema di aggiornamenti dati, che proprio sembra non voler proprio funzionare come nel caso di una lettera recapitata a un morto. E quanto accaduto non ha fatto altro che riaprire una ferita che fa fatica a rimarginarsi: un fratello morto per la famiglia ma che per l’Agenzia delle entrate non lo è. Niente conto da pagare, ma semplicemente la consegna di una tessera sanitaria, e visto il periodo, potrebbe anche servire.
Insomma, a distanza di 5 anni, è accaduto ancora: per la seconda volta nella cassetta della posta di Ettore Frutti sbuca una busta indirizzata al compianto fratello, Nicola, venuto a mancare 12 anni fa all’affetto dei suoi cari a causa di una malattia. Certo, è un gesto gentile ricevere la tessera sanitaria rinnovata. Nessun problema, anzi. «È che mio fratello, purtroppo, ci ha lasciati nen 12 anni fa», afferma Ettori Frutti, «e siamo rimasti pietrificati nel ricevere la sua nuova tessera sanitaria».
“Gentile Nicola Frutti, le inviamo la sua tessera sanitaria che sostituisce quella scaduta”, è scritto nella lettera. «E che poi nel leggerla mi sono commosso perché c’è scritto: “Se dovesse riscontrare degli errori nei suoi dati anagrafici, si rivolga a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate per farli correggere”. Peccato, che quanto saegnalato non potrà essere eseguito», aggiunge dispiaciuto Ettore Ettore, «perché il caro Nicola è all’altro mondo. Di questa tessera cosa dobbiamo farci, considerato che non possiamo andare all’ufficio e dire che continuano a far passare un morto per vivo? Un errore del database, certo, ma che può sembrare uno scherzo di cattivo gusto».
Linda Caravaggio
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