Tessera sanitaria “pacco” il microchip non si attiva

La denuncia di un cittadino di Lanciano che si è rivolto a diversi uffici della Asl Gli impiegati gli hanno risposto: di questa iniziativa non sappiamo niente
LANCIANO. É recapitata a migliaia di cittadini la nuova tessera sanitaria che, a differenza delle precedenti, contiene un microchip che le permette di svolgere oltre le funzioni di tessera sanitaria e di codice fiscale, anche funzioni diverse, in particolare permette di accedere in rete per usufruire dei servizi della pubblica amministrazione. Ma la tessera non funziona se non come quella precedente. A spiegare le novità è stato l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi, nella lettera che è arrivata assieme a quella dell’agenzia delle entrate contenente il tesserino.
«La tessera» si legge sulla lettera a firma di Chiodi «oltre ad essere valida come tesserino di codice fiscale, tessera sanitaria e tessera europea di assicurazione malattia, è una smart card per accedere ai servizi on line della pubblica amministrazione su tutto il territorio nazionale. Una straordinaria innovazione che avvicina cittadino e pubblica amministrazione».
«Non è affatto così» denuncia Mario Di Cicco che la tessera- smart card l’ha ricevuta e il microchip ha già sperimentato che non funziona. «Nella lettera c’è scritto di attivare il microchip in sportelli appositi dislocati nella Asl del proprio territorio. Bene, mi sono recato alla sede Asl in via Don Minzoni e di questa attivazione, del codici Pin e puck da consegnare ai cittadini per l’attivazione della tessera non ne sapevano nulla». E qui è iniziato un lungo viaggio tra telefonate e rimpalli tra un ufficio e un altro, che poi hanno portato ad un nulla di fatto. Eppure sono due anni che questa tessera è entrata in circolazione sul territorio nazionale. «Dalla Asl di Lanciano», riprende Di Cicco mostrando un elenco infinito di numeri di telefono «mi hanno dato un numero di telefono di un ufficio in Regione in cui avrebbero chiarito l’arcano. Ma niente. Da lì mi hanno dirottato sull’Urp della Asl di Chieti. All'Urp mi hanno detto: “non ne sappiamo nulla” e mi hanno dato l’ennesimo numero di un ufficio in Regione di un responsabile dei servizi telematici, ma non ha risposto». Insomma un valzer di telefonate e un chip non attivabile.
«Perché spendere milioni di euro se il servizio non funziona?» chiede l’uomo «e perché un cittadino deve essere rimbalzato da un ufficio all’altro, fare telefonate su telefonate, per sentirsi dire che del servizio non se ne sa nulla? Poi anche il sito della regione è poco chiaro».
Sul sito viene specificato che ci sono sportelli abilitati, e non quindi sportelli accessibili in tutte le Asl, come scritto sulla lettera che consegnano al cittadino i codici di accesso e in un’altra che bisogna recarsi nei distretti e nelle Asl per avere i codici. Sempre sul sito, è poi specificato anche che il cittadino deve avere un apposito lettore di smart card e il software adatto per usare la nuova tessera. Si ricorda che l’obiettivo è semplificare la vita al cittadino e non complicarla.
Teresa Di Rocco
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