Test fisici per 268 candidati ma è polemica sul concorso

8 Ottobre 2020

VASTO . Iniziano le prove di efficienza fisica (corsa, salto in alto e piegamenti delle braccia), per 268 aspiranti vigili urbani, ma le minoranze protestano per il luogo scelto (gli impianti...

VASTO . Iniziano le prove di efficienza fisica (corsa, salto in alto e piegamenti delle braccia), per 268 aspiranti vigili urbani, ma le minoranze protestano per il luogo scelto (gli impianti sportivi del parco Muro delle Lame) e per il costo della selezione che, secondo Fratelli d’Italia, «passerà alla storia come uno dei concorsi più costosi». Prenderanno il via il 15 ottobre e andranno avanti a scaglioni fino al 16 novembre le prove di efficienza fisica previste nel bando per l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di 15 agenti di polizia locale. I candidati ammessi – in tutto 268 - sono stati divisi in gruppi da venti.
«Solo chi non è di Vasto e non conosce la città può pensare che la struttura di atletica del Parco Muro delle Lame sia adatta per fare delle prove fisiche serie e imparziali», attaccano Vincenzo Suriani e Francesco Prospero, «in più questo concorso passerà alla storia come uno dei più costosi: un dirigente, un comandante della polizia locale, un funzionario a cottimo in pensione, diversi funzionari comunali e i giudici di gara della federazione saranno impegnati per 14 pomeriggi in questa edizione senza senso di “giochi senza frontiere”, voluta dalla amministrazione guidata dal sindaco Francesco Menna, con un costo implicito elevatissimo per il nostro Comune. In noi permangono dubbi», proseguono i due consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, «soprattutto sulla necessità di far venire in città, in un periodo comunque contrassegnato dalla emergenza Covid che non accenna a placarsi, decine di candidati di fuori Vasto (e spesso di fuori Abruzzo) iscritti al concorso, con conseguente rischio di contagio, prima, durante e dopo le prove fisiche. Infine appare stucchevole la richiesta “a pena esclusione” di un certificato medico per l’attività non agonistica, che seppur previsto dal bando, appare come un ulteriore cavillo per cercare di ridurre la platea dei concorrenti. La conclusione è che ci troviamo di fronte ad un concorso per aspiranti vigili urbani che rischia di sprofondare nel ridicolo, come avevamo annunciato un anno fa quando, sempre attorno a San Michele, uscì il controverso bando voluto dal sindaco Francesco Menna e dagli assessori Gino Marcello e Lina Marchesani», concludono Suriani e Prospero.
Gli aspiranti “fischietti” dovranno cimentarsi con la corsa, il salto in alto e i piegamenti delle braccia (15 continuativi per gli uomini e 7 per le donne), davanti ad una commissione integrata da giudici di gara di atletica leggera abilitati dalla Fidal. (a.b.)