Testate al rivale in amore, condannato

15 Luglio 2019

Pedina, minaccia e manda all’ospedale il nuovo compagno della ex moglie: pena di un anno e mezzo per un 38enne

CHIETI. Lo ha pedinato, minacciato di morte e preso a testate in pieno volto. M.Z., teatino di 38 anni, è stato condannato a un anno e mezzo di carcere con le accuse di stalking e lesioni personali nei confronti del rivale in amore, un ragazzo di dieci anni più giovane di lui. La sentenza del giudice del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino è arrivata qualche giorno fa. L’unica colpa della vittima è stata quella di aver iniziato una storia con la ex di M.Z., anche lei teatina, 32 anni.
Il giovane perseguitato ha raccontato il suo incubo davanti ai carabinieri della stazione di Chieti Scalo, che hanno raccolto la sua denuncia e condotto le indagini. «Dal giugno del 2016», ha messo a verbale la vittima, «ho intrapreso una relazione con l’ex moglie di M.Z. La mia attuale fidanzata ha interrotto il rapporto matrimoniale a causa dei comportamenti vessatori del marito. Non appena lui è venuto a conoscenza della nuova storia dell’ex compagna, ha cominciato a perseguitare sia me che lei. Questi episodi accadevano spesso e, più di una volta, ci siamo rivolti alle forze dell’ordine». Un incubo quotidiano: «Gli atti persecutori si concretizzano in pedinamenti, offese e minacce che ci hanno costretto a cambiare le nostre abitudini di vita per il costante timore che M.Z. possa apparire da un momento all’altro, come purtroppo accade».
Uno degli episodi più gravi risale al 13 aprile del 2017. «Mi trovavo vicino casa mia quando all’improvviso, mentre ero al telefono, si è presentato M.Z. Quest’ultimo ha iniziato a offendermi e a gridarmi contro: “Ti ammazzo!”. Subito dopo, mi ha tirato una testata al volto. Al fatto hanno assistito anche due testimoni». Il 28enne è stato costretto a farsi medicare in pronto soccorso. «Nonostante le denunce presentate nei suoi confronti e l’ammonimento emesso dal questore di Chieti, gli atteggiamenti persecutori e violenti sono proseguiti. Temendo per la nostra incolumità, siamo stati obbligati ad interrompere il nostro normale rapporto di convivenza».
Adesso l’imputato, difeso dall’avvocato Antonello Remigio, si prepara a presentare ricorso in appello. Lo scorso marzo M.Z. è stato condannato a un anno e 8 mesi di reclusione, sempre dal tribunale di Chieti, con l’accusa di violenza sessuale proprio verso la ex moglie. L’uomo si è avvicinato alla ragazza e, «con un gesto repentino e in modo da eludere le difese della donna, le metteva le mani tra le gambe palpeggiandola». L’episodio è avvenuto nel negozio di Chieti Scalo dove la vittima lavorava. «A un certo punto», ha raccontato la giovane, «mi ha raggiunto il mio nuovo compagno. E poi è arrivato, come già aveva fatto in passato, anche il mio ex marito: io sono uscita fuori insieme a lui per evitare il peggio». Ed è scattata l’aggressione a sfondo sessuale.