Testina della croce, ecco chi l’ha scoperta

GUARDIAGRELE. La cittadina attende con ansia l'arrivo degli esperti della Soprintendenza alle Belle Arti, chiamati a pronunciarsi, in maniera circostanziata e definitiva, sull' attribuzione della...
GUARDIAGRELE. La cittadina attende con ansia l'arrivo degli esperti della Soprintendenza alle Belle Arti, chiamati a pronunciarsi, in maniera circostanziata e definitiva, sull' attribuzione della piccola testina in argento dorato. Il prezioso reperto, conservato dal 1894, insieme ad altri oggetti liturgici, in una cassetta di sicurezza intestata al Comune, presso la locale Cassa di Risparmio, sarà un frammento della famosa croce processionale realizzata nel 1431 da Nicola da Guardiagrele? Il sindaco Sandro Salvi e gli esperti d' arte e storia della cittadina ne sono assolutamente certi, a partire dal giovane studioso e ricercatore ventisettenne Pietro D ' Amico che, per primo, ha sospettato che il prezioso frammento fosse da attribuire grande orafo guardiese, vissuto tra il Medioevo e il Rinascimento. «Il frammento è stato sempre a disposizione degli studiosi», osserva D'Amico, «ma mai nessuno, ha capito di cosa si trattasse. Salvi, me lo ha mostrato circa un anno fa ed ho subito sospettato che si trattasse di un'opera di Nicola da Guardiagrele, soprattutto osservando il volto un po’allungato, l'inconfondibile disegno del profilo, la folta barba, le traccie di doratura. Tutto insomma», continua D'Amico, «lasciava pensare che si trattasse della mano del grande argentiere guardiese». Le vere prove dell' autenticità del prezioso reperto, sono però arrivate dopo un anno di ricerche da parte del giovane studioso, soprattutto dopo il ritrovamento di una antica fotografia ottocentesca della bellissima croce processionale. «Ci ho messo un po’», continua D'Amico, «prima di capire che la testina si era staccata proprio dalla croce del grande orafo. La prova inconfutabile l'ho avuta, quando ho verificato che la lesione che è ancora presente sulla lamina d'argento della formella della Resurrezione è perfettamente compatibile con la sagoma della testina custodita nel caveau».
A questo punto, si aspetta solo che la Soprintendenza, confermi le conclusioni a cui è giunto il giovane ricercatore guardiese che, non manca di rivolgere un ringraziamento al primo cittadino. «Devo ringraziare il sindaco Salvi», dice, «perché è stata l'unica persona che ha avuto il coraggio di assecondare la mia "folle" idea, dandomi tutto il supporto logistico di cui avevo bisogno».
Giovanni Iannamico
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