Tetto di amianto rimosso «Procedure corrette?»

24 Settembre 2015

CHIETI. L’amianto è un materiale «killer» che va rimosso dagli edifici. Quello che viene da chiedersi è se le procedure di smaltimento previste dalla legge varata nel 1992 vengono rispettate. A...

CHIETI. L’amianto è un materiale «killer» che va rimosso dagli edifici. Quello che viene da chiedersi è se le procedure di smaltimento previste dalla legge varata nel 1992 vengono rispettate. A porsi questa domanda sono state decine di passanti che, ieri mattina, in corso Marrucino, hanno notato un autocarro con la scritta «bonifica amianto» parcheggiato a poche decine di metri dal Liceo Classico e Convitto «G.B. Vico». Alzando lo sguardo le persone più curiose si sono accorte della presenza di operai «sigillati» in tute protettive bianche stavano lavorando sul tetto di un edificio confinante con la scuola. La prima domanda che si sono posti, soprattutto alcuni genitori di allievi che frequentano liceo Classico e Convitto è se durante le operazioni di smantellamento del pericoloso eternit che copriva il tetto sono state prese precauzioni a salvaguardia dei passanti e quindi anche degli studenti che frequentano l’istituto. In molti si sono chiesti se la ditta che ha provveduto alla rimozione abbia «isolato» a dovere l’area circostante. «Bene la segnalazione del cantiere» ha commentato A.P., il papà di una bimba che frequenta il Convitto «ma in questi casi andrebbero prese altre precauzioni. Vista la vicinanza del cantiere con una scuola e con numerosi negozi, che sono rimasti aperti, non era più opportuno rimuovere l’amianto durante le ore notturne?». «Le microfibre prodotte dall’eternit durante le operazioni di smaltimento sono estremamente volatili» aggiunge un altro passante preoccupato «e con una giornata così ventosa possono viaggiare per chilometri. E poi, forse mi sbaglierò, ma una volta imbustato, l’amianto non va riposto in mezzi adeguati prima di essere trasportato in discarica? Camion chiusi, tanto per intenderci, che non consentono contatti tra materiale prelevato e ambiente? ». Nessuna accusa sia ben chiaro, ma solo domande alle quali molti cittadini chiedono una legittima risposta. Chiarimenti che giriamo alla Asl, l’organo che deve vigilare sulla prevenzione della salute collettiva, dell’igiene e della sanità pubblica. (y.f.)