Thales, dopo le ferie parte la mobilità
In crisi il top delle aziende teatine, la multinazionale francese manda a casa 9 dipendenti
CHIETI. Presto nove dipendenti in meno, quasi il 10 per cento dei 108 attualmente in forza all’azienda più specializzata del superstite polo tecnologico teatino.
E così alla Thales Italia di Chieti Scalo, uno dei cinque stabilimenti italiani della multinazionale francese, cresce una preoccupazione che già proietta ombre sulla futura permanenza nella penisola del marchio con base a Parigi. La mobilità sarà resa nota dopo le ferie estive, quando l'azienda comunicherà chi e come dovrà dire addio al lavoro. Decisione, quella della Thales, che coglie impreparati i dipendenti anche sul fronte sindacale, con una elezione sostitutiva dei tre rappresentanti sindacali unitari (Rsu) che sancirà quasi sicuramente il passaggio di testimone della maggioranza dalla Uilm-Uil alla Fiom-Cgil stando almeno agli equilibri dei rispettivi pacchetti di iscritti.
Impresa fuori dall’ordinario, quella dello Scalo, dove si effettuano lavorazioni di alta tecnologia nel campo della difesa, dagli apparati di comunicazione (si lavora qui al progetto "soldato futuro", con una radio e computer integrato in dotazione all’esercito che la utilizza fra l'altro nelle missioni in Afghanistan) a altri sistemi per le forze armate con l'impiego di maestranze al 70 per cento in possesso di laurea specifica e capitali per ricerca e sviluppo pari a 12 milioni di euro negli ultimi 5 anni.
Un gruppo di dipendenti paventa la fine dell'esperienza teatina dell'azienda e ricorda che «anche grazie a tali investimenti, nel corso dei 40 anni di storia del sito di Chieti sono stati ottenuti circa 15 brevetti e pubblicati almeno 50 articoli scientifici sulle più importanti riviste del settore, coordinato almeno 150 tesi di laurea e 10 dottorati di ricerca, partecipato a progetti di ricerca internazionali con istituti come il Cnr e la Fondazione Bordoni in Italia, l'Istituto Fraunhofer in Germania e l'Istituto Celar in Francia». Negli ultimi anni il fatturato si è stabilizzato sui 30 milioni di euro annui. Il timore è che la Thales Italia venga accorpata nel solo stabilimento di Firenze, sede della filiale nazionale. «Non è possibile assistere passivamente», concludono i dipendenti, «alle continue espoliazioni delle strutture industriali e di ricerca».
Francesco Blasi

