Thales, futuro a rischio Il caso arriva a Roma

29 Agosto 2015

Consiglio con i lavoratori in aula. Voto unanime per un tavolo di crisi al ministero E nell’intervallo siparietto tra un vigilante (ex candidato) e il sindaco Di Primio

CHIETI. Le problematiche occupazionali dello stabilimento Thales spa che ha sede allo Scalo approderanno la prossima settimana all’attenzione del Governo nazionale. É quanto assicura il sindaco Di Primio a margine del consiglio comunale straordinario che si è svolto ieri alla presenza, tra gli altri, del vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, di Tommaso Coletti in rappresentanza della Provincia e di una folta delegazione di lavoratori della Thales. Dove 32 persone rischiano il licenziamento mentre altri 66 operatori entreranno, a breve, in regime di cassa integrazione ordinaria attivata dall’azienda senza confronto preventivo con i sindacati. «Non c’è tempo da perdere», afferma il sindaco, «perché i dipendenti della Thales non sanno che futuro li aspetta». Per questo la politica cittadina si è mobilitata con l’approvazione, unanime, di un ordine del giorno congiunto a firma di Mario De Lio, capogruppo dell’Udc, e Chiara Zappalorto, capogruppo del Pd. Il consiglio ha invitato sindaco e giunta “a valutare la costituzione di uno specifico tavolo di crisi con la partecipazione di tutte le istituzioni locali a partire dal prefetto, dalla Provincia, dalla Regione e da tutti i parlamentari di riferimento del territorio”.

L’assemblea cittadina ha impegnato sindaco e assessori “a richiedere l’insediamento urgente di un tavolo di crisi nazionale presso il ministero dello sviluppo economico al fine di scongiurare la chiusura del sito di Chieti, la conseguente dispersione del know how costruito in tanti anni e l’ennesimo colpo all’economia di questo territorio.”

La partita della Thales, che cura per lo più progetti e studi di ricerca per il ministero della Difesa, si gioca, quindi, a Roma. «Questo ordine del giorno sarà un grimaldello in più per questa vertenza. Siamo di fronte ad una battaglia che va oltre il sito industriale di Chieti», afferma Di Primio, «in quanto c’è in ballo la difesa del nostro Paese che si sta toscanizzando».

L’intervento del sindaco ha raccolto il consenso bipartisan dell’aula e della rsu Thales che lunedì incontrerà la proprietà nella sede di Confindustria per fare il punto della situazione. Intanto Mario Pierdomenico e Simone Di Nisio, rsu Fiom, attaccano. «Il management dell’azienda continua a penalizzare lo stabilimento di Chieti ed a concentrare le attività nella sede di Sesto Fiorentino. Il problema», avvertono i due, «è grave.”

A margine del doppio consiglio comunale, che in prima battuta ha affrontato una serie di interrogazioni, è andato in scena un curioso fuoriprogramma. Lele Fantasia, titolare dell’agenzia di vigilanza “Lele security” nonché candidato alle ultime comunali nelle fila di Giustizia sociale, ha consegnato uno specchio al sindaco. «Perché non sta dicendo la verità alla gente specie sulle manifestazioni. Si guardi allo specchio», tuona Fantasia, «prima di parlare». Il sindaco ha replicato furente. «Queste stupidaggini le detesto. Tu sei quello», ribatte Di Primio, «che cambia partito da un giorno all’altro». Poi una frase che il sindaco avrebbe proferito, «di’ come hai preso l’appalto in Provincia», potrebbe spingere Fantasia a sporgere querela contro il primo cittadino.

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