Thales, la Regione con i lavoratori
Il vicepresidente Lolli: «Abbiamo strumenti di sostegno, ma i titolari mostrino il piano aziendale»
CHIETI. «Faremo di tutto per supportare il sito teatino della Thales, un’eccellenza del nostro territorio che va tutelata». Parola del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che ieri ha incontrato i lavoratori dell’azienda scalina insieme al vicepresidente Giovanni Lolli e alla rsu costituita da Simone Di Nisio, Mario Pierdomenico e Carlo Caprari. Erano presenti anche i consiglieri comunali Luigi Febo, Alessio Di Iorio e Chiara Zappalorto, quest’ultima promotore di un ordine del giorno in consiglio comunale condiviso anche dalla maggioranza e stilato insieme al collega dell’Udc, Mario De Lio, che chiedeva l’insediamento di un tavolo di crisi nazionale, obiettivo raggiunto sebbene il tavolo non si sia ancora mai riunito.
La Regione ha confermato il proprio impegno in favore del sito industriale teatino, uno dei cinque insediamenti italiani della multinazionale francese che nel nostro Paese dà lavoro a circa 480 operai. Sono 99 i dipendenti del sito scalino che lavora nel settore delle telecomunicazioni a servizio della difesa ma da circa cinque anni ha iniziato a perdere pezzi. Attraverso procedure di mobilità una trentina di addetti è stata mandata a casa e sono 56 i lavoratori in cassa integrazione. Si teme una strategia dei vertici aziendali avviata con il depotenziamento del sito allo scopo di arrivare a un definitivo smantellamento.
La Regione da tempo chiede di vedere il piano industriale, per capire quali siano le intenzioni del vertice che sembra voler favorire l’insediamento industriale alle porte di Firenze. «Abbiamo tutto il diritto di avanzare questa richiesta», ha detto Lolli, «perché abbiamo messo a disposizione strumenti di sostegno, ma di contro vogliamo che venga chiarito qual è il destino di questo stabilimento. Tenendo conto che è arrivato a una soglia per cui non può subire altri ridimensionamenti, altrimenti non può essere più considerato un sito industriale in quanto tale».
Tra le misure di sostegno è stato citato in primo luogo il contratto di sviluppo, al quale però non può partecipare un’azienda che sta licenziando. Inoltre la nuova programmazione regionale si indirizza proprio alle attività di Ict, sigla che sta per Information comunication tecnology, ossia proprio il settore in cui opera Thales. Lolli ha assicurato che solleciterà l’apertura del tavolo presso il ministero dell’Industria e dello sviluppo economico e D’Alfonso ha detto che interesserà personalmente anche il ministro Federica Guidi. «Fermo restando», ha concluso Lolli, «che vogliamo sapere la verità. Perché se c’è una strategia che prevedere la chiusura di questo sito noi ci organizzeremo di conseguenza, perché pensiamo di avere a che fare con professionalità che sono senza dubbio appetibili».
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