Thales, stoppato ordine milionario

16 Dicembre 2015

Paura della dismissioni e i lavoratori vanno oltre lo sciopero

CHIETI. Questa volta non è un semplice sciopero. Alla Thales di via Mattei ora si fa sul serio. Sindacati e dipendenti compatti ieri hanno incrociato le braccia per tre ore, il tanto che serviva per bloccare un collaudo di una commessa milionaria. Si badi bene, i lavoratori erano assolutamente in grado di portare a termine il collaudo, ma volevano lanciare un segnale forte nei confronti della proprietà. E così succederà anche nelle due giornate di oggi e domani, in cui pure sono previsti altri collaudi per grosse commesse. Se il management Thales Italia, con a capo il direttore del personale Fabrizio Monsani, continua a fare orecchie da mercante rispetto alle richieste dei sindacati, forse ci sentirà quando non vedrà entrare in cassa i soldi preventivati. Per la giornata di ieri era previsto anche un incontro presso il Ministero dello sviluppo economico. Incontro fatto saltare dalla proprietà all’ultimo momento e rinviato a dopo la riunione straordinaria del cda Thales. «É un modo di evitare il dialogo sindacale e metterci di fronte al fatto compiuto», dice Carlo Caprari della Uilm. Il “fatto compiuto” per i 98 dipendenti del sito teatino significa lo smembramento, la vendita di una parte e, a lungo andare, la dismissione dello storico insediamento teatino. «Il progetto di smembramento alla fine non è mai stato smentito», spiega Simone Di Nisio della Fiom, «riguarda in particolare il progetto della ‘radio del soldato’, un sistema di comunicazione da utilizzare in assetto di guerra, che abbiamo sviluppato a Chieti. Voci, ripeto mai smentite, dicono che Thales vuole svendere il progetto a una società malese, cedendole l’intero ramo d’azienda che se ne occupa». «E fa specie», aggiunge Di Nisio, «che mentre i governi europei, compreso il nostro, si apprestano ad aumentare gli stanziamenti per la sicurezza e la difesa, dopo l’attacco terroristico di Parigi, nessuno si interessi alle sorti di un sito che si occupa proprio di questo e lo fa con un know how all’avanguardia». Da questo punto di vista appare strano che per il 2016 non ci siano ancora commesse, visto che all’interno del variegato gruppo Thales Italia, il sito teatino si occupa di sviluppare proprio progetti per implementare sistemi di difesa. (a.i.)